E’ sciopero della fame “a staffetta” per lo ius soli, salti il pranzo ma la cena è salva. Esattamente come in Niger – Mauro Bottarelli

 Vi siete ricordati di saltare la colazione, brutta banda di stronzi, insensibili e razzisti che non siete altro? No? Nemmeno io, il mio mezzo chilo di “Gocciole” l’ho fatto fuori anche stamattina. E con maggior gusto del solito. Perché quando si arriva all’apoteosi dell’ipocrisia, occorre mettere in campo la disobbedienza civile della coerenza. E dell’inzuppo nel caffè e latte. Già, perché viviamo in uno Stato in cui l’ANSA ieri rilanciava questa notizia: “Allo sciopero della fame a staffetta che inizia, giovedì 5 ottobre, per sostenere la discussione in Aula e la fiducia sul provvedimento dello Ius Soli, aderiscono anche il ministro Graziano Delrio e i sottosegretari Benedetto Della Vedova e Angelo Rughetti. E decine e decine di senatori e deputati”. A renderlo noto, il senatore del Partito democratico, Luigi Manconi, presidente della Commissione Diritti umani a Palazzo Madama, forse stanco di prendere cantonate e collezionare figure di merda sul caso Regeni.

Ma non basta: “Questi sono giorni decisivi per la sorte dello Ius soli: è necessario impedire che si chiuda lo spiraglio, pur esile, che sembra essersi aperto. A partire da domani (oggi, ndr) cominceremo uno sciopero della fame a staffetta senatori e deputati, insieme a tutti quei cittadini che ritengono quella sullo Ius soli una legge ragionevole e saggia”. E ancora: il 13 ottobre tutti davanti a Montecitorio per il Cittadnanza Day. E’ l’iniziativa promossa dalla “Rete Insegnanti per la cittadinanza” tra maestri e prof di diverse scuole italiane e che si ripeterà nuovamente nel mese di ottobre. Ad annunciarlo è uno dei promotori dell’iniziativa nazionale, Franco Lorenzoni, che spiega all’ANSA: “Ieri, in occasione della giornata in memoria delle vittime delle migrazioni, 900 insegnanti in Italia hanno aderito ad uno sciopero della fame, che si ripeterà di nuovo questo mese per chiedere l’approvazione della legge”. Con tanto di coccarda tricolore sul petto

Il bello è che quando parli di indottrinamento e bispensiero, fanno anche i sostenuti. Insomma, chi dovrebbe avere come compito fondamentale quello di insegnare ai vostri figli le tabelline, un minimo di senso civico e a non parlare come Fedez, sta invece agendo in questi giorni come un agit-prop in piena regola. Immagino, dedicando le ore di studio a veri e propri lavaggi del cervello sul tema della cittadinanza, l’accoglienza, l’integrazione e lo ius soli. Ma la ministra Fedeli, tra una geniale intuizione e l’altra, non ha nulla da ridire? Ah no, lei è la prima a schierarsi in favore del provvedimento, dopo aver aperto la scuola al gender come primo atto di insediamento. La cosa meravigliosa, poi, è il concetto di “staffetta”: cazzo vuol dire?

Che io salto la colazione, tu il pranzo e lui la cena? Cazzo che sacrificio devastante, quale atto di solidarietà simbolica verso quei cittadini del Niger che la fame la praticano come sport individuale e non di gruppo. Me li vedo, barcollare devastati dall’assenza di cappuccino e brioche, trascinarsi fino alla cattedra, da dove impartiranno imparziali lezioni sul tema dell’immigrazione, bilanciando pro e contro, lati postivi e negativi, facendo mentalmente il conto alla rovescia che li porterà verso il pranzo e i loro classici 250 grammi di bucatini all’amatriciana. E il ministro Delrio, ce la farà a tenere fede a tutti i suoi impegni istituzionali, provato come sarà dall’aver saltato la colazione? O, forse, avrà optato per saltare il pranzo?

Già si vocifera di un mercato nero, basato su gente senza scrupoli che dietro compenso in denaro è pronta a sobbarcarsi doppi turni di digiuno, mentre le scuole più dure e pure starebbero ponendo in atto anche prove di volontà, inalando nei condotti dell’aria profumi di ragù e arrosto: chi cede, viene esposto al pubblico ludibrio, travestito da Alessandro Sallusti. Io provo a riderci su ma questa cosa è vera, le nostre scuole sono dei piccoli centri di rieducazione e riallineamento sociale: non chiedetevi poi da dove nasca il bullismo o il fatto che i nostri istituti sfornino ignoranti da competizione mondiale.
 

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