Dove osano le aquile

Aquila Era un vecchio film e neanche un gran che, resta la suggestione del titolo, ma Lorenz, padre dell’etologia lo reputava uno degli animali più stupidi, e anche gli Stati che l’hanno come “logo” sembra che osino molto, ma poi siano in linea su quanto Lorenz diceva.

Vediamoli. Gli USA hanno l’aquila, ma anche nella sua caratteristica precipua, la vista, pare che ultimamente (da cinquant’ anni) sia messa male, dovrebbe passare da Avanzi, l’ottico. Non ne centra una, già JFK aveva preso Kissinger, che poi era la brutta copia del dottor Stranamore (un po’ come tanti politici nostrani sembrano le brutte copie di Crozza) e di lì siamo andati avanti con questo signore sempre più decrepito che parlava un inglese con un pessimo accento e un peggior intuito. Ma erano i tempi della guerra fredda e rispetto ai mostri del socialismo reale tutti sembravano candide verginelle. Oddio, tanto candide no e verginelle men che meno, perché sono riuscite le due superpotenze a sputtanare prima l’Africa, poi il Sud America e alla fine nella frenesia di sgambettarsi, stanno regalando tutto alla Cina. Qui invero a fare quasi tutto è l’aquila americana, che non capisce l’integralismo perché è integralista (guardate certe chiese americane e ditemi che differenza c’è con i talebani e poi, questi ultimi ora tagliano gole, gli altri l’ultimo negro l’anno bruciato trent’anni fa). Un altro Stato come l’aquila è la Germania. Qui devo dire hanno fatto chiarezza subito : l’aquila che i tedeschi hanno stilizzato in Parlamento è anche tacchino o almeno cappone. Bisognosa di moto per riacquistare la linea, per poter prendere il volo. E conseguentemente moto ne ha fatto tanto, è volonterosa, lavora, produce, il problema è quando tenta il volo. Fa solo disastri, ma indefessamente si rimette in forma e ci riprova. In Europa tutti i casini sono venuti dalla politica estera tedesca. Ripensare al riconoscimento di Slovenia e Croazia, al tempo della crisi della ex Jugoslavia e guardate oggi alla voglia infinita di pilotare la crisi Ucraina, la voglia di sopravanzare gli USA, di dettare condizioni. La Germania tratta tutti i possibili nuovi Stati che emergono dalla caduta dell’impero sovietico, come potenziali colonie, sove ottenere materie prime, manodopera a basso costo e luoghi di ferie. Così ora si è mesa contro Putin, che sarà pure figlio di Putin, ma poi peggio del cioccolataio e dei suoi non disinteressati suggeritori non è.

Aquile ? Non so, ma speriamo che smettano di osare, si mettano quiete o almeno si diano una regolata

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