Dopo le primarie del PD

Anche a Reggio Emilia lo scenario politico, dopo le primarie nazionali del Pd, è destinato a cambiare. Il primo dato che emerge è la sconfitta degli iscritti rispetto agli elettori dei gazebo. In Emilia Romagna, ad esempio, nei circoli di partito Renzi ha ottenuto il 42% delle preferenze, nei gazebo il 71%.

Un altro dato significativo è rappresentato dalla sconfitta clamorosa, nella Stalingrado d’Italia, di  Cuperlo, rappresentante degli ex-comunisti.

Su 55.462 votanti solo 7.676 hanno infatti scelto Cuperlo, con quell’aria un po’ così da soldato austro-ungarico, mentre il 70,74% ha scelto Renzi. Cuperlo è finito addirittura  terzo, dietro Civati, che ha ottenuto 8.488 voti.

Di fronte a questi risultati, anche la scacchiera delle posizioni ed i ruoli di comando sono destinati a cambiare.

Non va dimenticato, infatti, che l’attuale segretario provinciale del Pd, Andrea Costa, è un cuperliano e che un parlamentare di peso, come Maino Marchi, si è speso apertamente a favore di Cuperlo. A questo punto i renziani potrebbero rivendicare, visto il successo alle primarie, la segreteria provinciale del Pd. Certamente crescerà l’influenza del renziano Manghi, Sindaco di Poviglio.

Due sono i banchi di prova sui quali si misurerà la tenuta interna del Pd: la composizione della segreteria provinciale e le candidature dei Sindaci alle amministrative del maggio 2014.

A questo proposito, sul tavolo vi è la richiesta dei renziani affinchè i candidati Sindaci siano scelti attraverso lo strumento delle primarie. C’è dunque già aria da resa dei conti, dopo il flop  degli ex-comunisti.

Beppe Pagani, consigliere regionale renziano, all’indomani delle primarie, ha infatti ricordato ai cuperliani che “il gruppo dirigente non rappresenta più il corpo elettorale”.

Tutto ciò senza contare che anche gli altri parlamentari del Pd si sono posti, in modo più o meno dichiarato, al fianco di Cuperlo, tranne Gandolfi che ha scelto Civati.

La vittoria renziana dovrà però essere sottoposta al giudizio di tutti gli elettori; giudizio che si esprimerà in occasione delle prossime elezioni amministrative.

Se all’interno del Pd, nel corso delle primarie, è prevalso un orientamento favorevole al cambiamento, motivato anche da una certa insoddisfazione verso l’inerzia del governo nazionale, sul piano locale è prevalso invece un giudizio critico verso l’Amministrazione uscente.

Delrio sarà pure il fratello maggiore di Renzi, ma è anche un Sindaco modesto, da tempo assente dalla città, a causa dei suoi impegni nazionali, prima ai vertici dell’Anci e poi al governo.

L’amministrazione Delrio è stata caratterizzata da molti insuccessi,  da una forte conflittualità con la base del partito e con parte dei consiglieri Pd in Consiglio comunale.

A tutto ciò va aggiunto il crescente fenomeno  dei comitati e delle associazioni sorti in polemica con la politica amministrativa di Delrio. 

Sono poche, dunque, le medaglie che può apporsi al petto Delrio, mentre sono molti i motivi di rancore dei cittadini nei confronti  dell’attuale Amministrazione.

Un certo malumore si registra anche in casa Cgil, dichiaratamente schierata, specie con il sindacato dei pensionati, con Cuperlo.

In ogni caso sbaglierebbero i renziani vittoriosi se si facessero troppe illusioni: alle primarie molti “esterni” hanno votato per Renzi, ma solo per dare uno schiaffo agli ex-comunisti: non è stato quindi un voto politico.

La fiducia, infatti, non si conquista con i proclami, ma con gli atti politici concreti e quelli che si sono compiuti sul piano locale non giustificano alcun particolare ottimismo per le prossime elezioni amministrative.

 

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