Donne non sull’orlo di una crisi di nervi

alessandra-mussolini-mauro-floriani-2 In questi giorni sono comparse sui rotocalchi le fotografie della Mussolini insieme al marito, Mauro Floriani, appassionato,secondo il gip, di baby squillo. Ci si può chiedere come un paparazzo sia casualmente appostato fuori dalla chiesa parrocchiale dei coniugi, che li ritrae all’uscita da messa, oppure vicino al laghetto fuori porta dove  la famiglia si rilassa, con i tre figlioli intenti ad osservare il papà pescatore. Niente di male, i vip si sono sempre fatti immortalare ovunque, invitando loro stessi  giornalisti e reporter, per documentare, anche dall’altra parte del mondo,  nascite di nuovi amori, incipienti pancioni, appassionate riconciliazioni, o inviando direttamente il materiale attraverso i loro manager, al giornale di turno.

Non c’è da stupirsi quindi se Alessandra Mussolini vuole far vedere al mondo  in questo momento delicatissimo per la sua famiglia, con immagini mano nella mano, la vicinanza al marito. Si può aggiungere che qualche peccatuccio , certamente più veniale, pare abbia  da farselo perdonare anche la signora, che secondo i giornali di gossip, sarebbe stata alcuni anni fa protagonista di un amore rumoroso e appassionato con un  collega del Parlamento.  Forse una ragione in più per accettare l’errore  del marito, chissà. Questa vicinanza alla persona che sbaglia, soprattutto se si tratta del marito o compagno, fa onore a chi la pratica. Ricordiamo i casi, solo per restare in Italia, di Valeria Marini, all’epoca compagna di Cecchi Gori, messo agli arresti domiciliari non per storie di lenzuola ,che godeva della piacevole compagnia della soubrette , orgogliosa di non mollare il suo uomo.

Oppure quello di Roberta Serdoz, la brava giornalista, moglie di Marrazzo, che, madre di due figlie, ha continuato per un certo tempo a stare vicina al marito, finito in disgrazia per una brutta storia di trans. Per un certo tempo, appunto. Oggi ormai quasi nessun amore è  eterno, figuriamoci quelli attraversati da tempeste di tale portata. Quanta rabbia, risentimento, offesa alla propria femminilità si devono portare dentro queste donne, che tentano faticosamente di sostenere il proprio uomo, per cercare di mettere insieme i cocci di un’esistenza di coppia fallimentare,o di fingere un’unione mai esistita . Quando non esce dirompente il rancore, al punto da mandare una lettera a Repubblica, come fece Veronica Lario,denunciando il marito come un malato, favorendo così, lei per prima, uno tsunami mediatico, forse per riscattare a suo modo le umiliazioni subite. Auguri, Alessandra, per questo suo difficile e tortuoso percorso, l’importante è che qualsiasi cosa lei faccia, sia vera e autentica , dettata dal cuore e non dal bisogno di restare a galla nel mare magnum dell’immagine e della politica.

 

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