Diario post elezioni

 Questa volta non si può dire che hanno vinto tutti. C’è un vincitore principale: il Movimento 5 stelle e uno secondario la Lega di Salvini. Certo i numeri dicono che il centro destra è arrivato primo sia alla Camera che al Senato, per voti e per seggi, ma il suo successo si ferma poco sotto Roma ed è forte dove la Lega è forte, cioè in tutto il nord, Emilia-Romagna compresa, mentre i notabili di Forza Italia e alleati, crollavano di schianto al sud. Il successo dei Cinque Stelle è travolgente, soprattutto al sud con percentuali anche del 50% in alcuni collegi, si affermano anche in aree del centro, ma sono un partito e non una coalizione e ciò rende il successo ancor più nitido. Certo ci si sarebbe aspettato un voto più forte alla Camera rispetto al Senato, dove invece pare che il voto giovanile abbia premiato la Lega, ma nel complesso i numeri li pongono al centro della scena politica. Vincono perchè svuotano il Pd renziano, diventando gli unici antagonisti del centro- destra, passano al sud dove il reddito di cittadinanza è sentito, mentre al nord fa breccia il binomio tasse- sicurezza del centrodestra, per questo il quadro è difficile, non si tratta di mettere insieme i voti per un governo, ma anche di ricongiungere un Paese che va in direzioni diverse. Dei perdenti Renzi e Berlusconi, c’è poco da dire, il secondo è al capolinea, il primo è giovane, può ancora calcare la scena, anche se difficilmente con ruoli da protagonista. Per il futuro auguriamo a Mattarella ogni successo, ma per Di Maio non sarà facile trovare alleati: Salvini deve tenere insieme quello che ora è il suo centro- destra e non ha interesse ad infilarsi in governi fragili, il partito di Grasso ha un numero di deputati inferiore a quelli che i Cinque Stelle hanno appena espulso. Resta in piedi una possibile alleanza Cinque Stelle- Pd: sarebbe la fine, non di Renzi, ma del Pd, ma in stato confusionale è più facile sbagliare che fare cose giuste.

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