Diario elettorale: Emma Bonino, la rieccola

A torto o ragione ritiene di essere molto amata, infatti intervistata dice: amatemi di meno e votatemi di più. Del resto il voto lo chiede da moltissimi anni, da prima della discesa in campo di Berlusconi, nel 1994, nelle cui liste fu eletta nel collegio della cattolicissima Padova, con grande sdegno di quei cattolici, allora Popolari, che oggi sono alleati con lei nel PD. Si sa, i tempi cambiano e il potere val bene più di una messa: unioni civili, biotestamento, non è la Bonino che è cambiata, sono i vari Delrio, Franceschini, ecc… Renzi no, non conosce altra morale oltre quella del potere. Però se non ha cambiato idea, Emma ha spesso cambiato amici:  Berlusconi, Prodi, Letta e ora Renzi. Chiede di votarla perché è cosa diversa dal Pd, ma sa benissimo che non raggiungendo il 3%, i suoi voti serviranno ad eleggere solo deputati Pd: lei ,Magi e il saltimbanco Della Vedova, pannelliano, poi finiano, poi montiano e l’evergreen Tabacci, uno Zelig della politica, si sono blindati nei collegi uninominali. Noi possiamo pure amarla per le sue battaglie, ma non possiamo nasconderci che ci vende un prodotto contraffatto, allora se proprio uno deve votare Renzi, il Pd non esiste più, tanto vale lo faccia direttamente. Del resto il Rosatellum consente questi trucchi: la lista della Bonino, quella dei social prodiani e quella del trio Casini, Lorenzin, Cicchitto, servono solo ad eleggere deputati renziani, nel tentativo di fare del già Pd il primo partito per numero di deputati, superando con l’escamotage delle liste civetta, i 5 Stelle. Forse, per noi che la stimiamo, la Bonino poteva evitare di prestarsi a questo gioco e chiedere solo un seggio, ma Renzi gratis non dà nulla, in più bisognava salvare i trasformisti sopra citati. Tutto legittimo, ma sia consentito dirlo, un po’ triste.

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