Demografia del CovidLongeve, in salute e attente alle medicine: ecco perché le donne vincono la battaglia contro il virus

Gianni Balduzzi

Noi italiani siamo un popolo poco convenzionale: viviamo a lungo, ma non necessariamente bene, soprattutto in tarda età. Ci interessiamo e parliamo tanto di salute, ma non ce ne prendiamo poi così tanta cura come diciamo. Soprattutto gli uomini.

Alcuni dei dati raccolti negli scorsi anni ce lo dicono. Siamo il Paese in cui più anziani hanno contatti ogni anno con un medico, che sia uno specialista o quello di famiglia. Solo il 23,9% non ha alcun contatto. Mentre si arriva oltre il 60% in diversi Paesi del Nord, al 55,4% nei Paesi Bassi, al 47,7% in Spagna, e in generale al 40,4% nella UE.

Contatti con un medico
Dati Eurostat

Allo stesso tempo, siamo anche tra quelli che in tarda età assumono meno medicinali. Solo il 62,9% ne fa uso nel caso degli uomini, mentre si sale al 67,2% tra le donne. Altrove, le percentuali sono molto diverse: superiori al 90% in Repubblica Ceca, Portogallo e Spagna, per esempio, e comunque in media sopra l’80%.

Sembra una contraddizione, andiamo dal medico ma ci curiamo meno? Forse perché pensiamo di stare bene? Come molti medici hanno detto in queste settimane di epidemia per il coronavirus, è vero, riusciamo ad avere meno ictus e infarti e a vivere più a lungo, ma arriviamo acciaccati oltre gli 80. Forse anche per mancanza di prevenzione e attenzione.

MEDICINE PRESCRITTE
Dati Eurostat

E poi c’è la differenza tra uomini e donne, che in Italia è superiore alla media europea sotto quasi tutti gli indicatori, anche quelli sul tasso di frequentazione dei medici o l’assunzione di medicine.

In questo siamo più vicini ai Paesi dell’Est Europa che non a quelli del più ricco nucleo occidentale. Ed è un fatto che si nota anche nei dati sui fumatori, dove italiani e spagnoli superano francesi, tedeschi e inglesi in termini di divario tra fumatori (uomini e donne) dopo i 65 anni. In Svezia addirittura vi è parità, segno di una uguaglianza di genere che ha radici antiche. Ed è una tendenza che si preannuncia persistente anche per il futuro, visto che anche tra i giovani le differenze tra la percentuale di fumatori di sesso maschile e quella di sesso femminile appare addirittura più alta.

statistiche fumatori
Dati Eurostat

L’Istituto Superiore di Sanità ha avvertito già settimane fa che i fumatori hanno una possibilità doppia di finire in terapia intensiva rispetto ai non fumatori. E ormai appare assodato che la maggiore tendenza a fumare da parte degli uomini rispetto alle donne sia tra i motivi per cui i primi muoiono molto di più. Soprattutto in Italia.

Perché è vero, ci sono prima di tutto motivazioni genetiche, gli estrogeni che per lungo tempo proteggono le donne stimolando una risposta immunitaria maggiore, e la presenza di due recettori del virus, collocati sui due cromosomi X, che può essere motivo di maggiore variabilità di risposta. Ma ci sono anche fattori comportamentali, che spiegano perché per esempio in Italia il virus colpisca gli uomini più che altrove, anche in quei Paesi dove divari tra uomini e donne sotto questi aspetti si registrano comunque. Per ogni 10 vittime di sesso femminile nel nostro Paese, ve ne sono 24 di sesso maschile. In Cina (supponendo di voler credere ai dati ufficiali) il rapporto è 10 a 18, in Germania 10 a 16, in Francia 10 a 14. Anche considerando i soli contagi, l’Italia è prima per divario tra uomini e donne nei Paesi più colpiti dal Covid-19.

Morti uomini e donne
Fonte: CNN

Si tratta probabilmente del prodotto di differenze, ancora molto presenti tra uomini e donne, nell’attenzione alla salute. Divari che altrove, per esempio nell’Est Europa, sono anche più ampi. Eppure, la longevità degli italiani ci pone fortunatamente tra gli ultimi in Europa per numero di morti evitabili prima dei 75 anni, ovvero quelle che sarebbero prevenibili attraverso un maggiore efficientamento del sistema sanitario e l’attenzione a fenomeni come l’alcolismo e l’uso di droghe, che da noi sono poco presenti.

MORTI EVITABILI
Dati Eurostat

Per questo arriviamo oltre gli 80 anni così facilmente. Ma soprattutto gli uomini, forse lo stiamo vedendo ora, potrebbero arrivarci meglio. Sarà qualcosa cui pensare in modo serio dopo l’emergenza coronavirus.

Da Linkiesta

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