Democrazia orwelliana

images5UFPNN12 I discorsi sulla democrazia sono come quelli da bar sulle donne : chi più ne parla, meno ne pratica. Dopo il crollo dell’economia del 2008, avrei pensato che un minimo di pudore avrebbe fatto intervenire gli Stati fiscalmente equi (se i servizi fossero adeguati) contro gli Stati fiscalmente iniqui (dove si pagano finte tasse o placebo delle medesime). Mi ero illuso perché si stilarono due liste: la grey e la black, in cui si dividevano quelli Stati definiti canaglia. Poi, dopo pochi mesi è sparito tutto. Nessuno se ne interessa più. Eppure fanno male i contribuenti, se quei soldi, spiaggiati al sicuro, fossero tassabili, le tasse che i cittadini “normali” pagano sarebbero di molto ridimensionate e non ci sarebbe tutto questo cancan su dove reperire i soldi per tagliare tasse e non costi sociali. Sia chiaro : non voglio distrarre nessuno dalla meritoria opera di ridimensionare costi e burocrazia di Stati inefficienti, ma mi par strano che in tutti questi G7, G8, G20 a nessuno venga in mente di occuparsi anche di quelle famose liste di proscrizione dove é “parcheggiato” non meno del 25% del circolante mondiale.

Stati che già farebbero fatica ad esistere se non fossero paradisi fiscali, che continuano a nascere e a condizioni da discount fiscale. Come farci arrivare i soldi è una stupidaggine per chi lo fa di mestiere, anche per la sbadataggine (complicità ?) di Stati europei che consentono passaggi da loro ad occasionali province (di solito ex colonie) a trasparenza MOLTO limitata. Tutto questo lo ricordo perché stiamo per andare a votare per l’Europa e tanti sventolano la bandiera dell’indipendentismo territoriale e monetario (in pratica vogliono uscire dall’Europa), ma nessuno si occupa di dove siano andati a finire quei soldi che sono sottratti all’Europa, quella vera, quella dei lavoratori e dei giovani a caccia di un futuro. È un problema importante e risolutore, ma nessuno lo riprende, perché violerebbe le leggi dell’autodeterminazione dei popoli,  allora è più comodo esportare democrazia in Afghanistan, Iraq, forse domani in Iran, piuttosto che occuparsi di Saint Lucia, Barbados, Bahamas e altri cento posti dove i capitali di persone magari non proprio affidabili, tengono il contante. A noi fanno pagare il conto della democrazia esportata. Eppure stanno e stiamo tutti muti, forse perché, come diceva Jannacci : il nostro piangere fa male al re, fa male al ricco e al cardinale …..

 

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