Dalla politica al gossip

signorini alfonsoRitengo che la politica, alla luce di alcuni recenti episodi di cronaca, stia degradando a livelli infimi. A far da sfondo alla vita politica è sempre meno il parlamento, e le sedi dei partiti e sempre più la vita privata dei politici, i viali mal frequentati, le abitazioni private violate dai paparazzi o le camere d’albergo. Si ha quasi l’impressione che alla battaglia delle idee abbia fatto seguito, come strumento di lotta politica, la campagna scandalistica casualeo creata ad arte. Argomenti dominanti nel dibattito politico sembrano diventati i party a luci rosse o le avventure con le veline di turno. Ciò induce, a mio avviso, un impoverimento del rapporto eletti-elettori ed un approccio alla politica che si riduce nello spiare dal buco della serratura. Questa concezione da voyeur della politica ha dato fiato e spazio crescente ad ogni sorta di mestatori e manipolatori che campano sullo scandalismo e sul pettegolezzo e che sanno di poter contare su una stampa a volte compiacente, in quanto mossa solo dall’obiettivo dell’audience o delle copie vendute.

L’aspetto però più preoccupante di questo stato di cose è che oggi si è giunti ad uno stato di scadimento tale della vita politica che spregiudicati esperti di comunicazione, servendosi dei media e della grande influenza che hanno sull’opinione pubblica, potrebbero, non solo decidere il successo o l’insuccesso di un parlamentare, e quindi condizionarne pesantemente le scelte, ma anche influire sull’attività del governo prendendo di mira i singoli componenti.

La storia d’Italia è costellata di esempi poco edificanti nel campo politico; esempi comunque estranei ad una concezione alta e nobile della politica che ha come fine ultimo il bene comune dei cittadini. Per questa ragione ritengo che non vada sottoscritta alcuna cambiale in bianco ai politici eletti e che la loro attività debba essere sottoposta a periodiche verifiche. Sono convinto altresì, che per l’alto valore simbolico delle cariche elettive, coloro che le ricoprono dovrebbero adottare comportamenti esemplari sul piano morale oltre che legale e politico.

Per questa elementare ragione etica tutti gli eletti condannati in terzo grado di giudizio per reati penali o amministrativi dovrebbero dimettersi od essere dimessi dai loro incarichi. Occorre però fare attenzione affinchè l’attuale verticale caduta di fiducia fra elettori ed eletti, fra cittadini e politici non degeneri fino a minare le fondamenta della nostra democrazia delegata.

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