Coprolalia genovese

linguaggio volgareQuandu a merda a munta in schen a spussa (quando la merda sale di un gradino puzza).

Perché così volgarmente?

Perché è il caso di quelli che dovrebbero possedere tutti gli strumenti per avere equilibrio e si comportano invece come ragazzini alla prima sbronza.

Non sono solo le parole, che già sono pesanti, ma soprattutto tutto il linguaggio non verbale, mostra questi signori in tutta la loro pochezza.

Parlo di tutta quella parodia di superuomini che sono i nostri politici, i nostri governanti e i nostri supermanager (privati e pubblici). Non appena arrivano ad avere uno straccio di popolarità, si gettano letteralmente nell’arte di divinare il futuro.

Non fanno analisi su dati reali, fanno annunci.

Eppure messieur Otelma avrebbe dovuto insegnare la prudenza. No, qui germoglia solo impudenza. Se si vedessero, nelle loro ridicole scarpe speciali, nei loro rimasticati cappottini allusivi ad una cultura che non gli appartiene, nella costante ricerca della fonte della giovinezza, nella poitrine di qualche compiacente femmina che se poi riesce a farsi impalmare, avendone gabellato uno, pretende a sua volta una fetta di pulpito.

E questo è il meno, perché ad Hyde Park ci si va una volta nella vita per ascoltare per dieci secondi un “predicatore” libero, ma vivere tutta la vita sotto i pulpiti di queste persone, che se per un attimo guardiamo al rallenty o a velocità doppia senza audio, sembrano le pallide copie di qualche sfigata comica del cinema muto, questo sì che è grave.

Anche perché per sopportare quest’offesa alla nostra, anche minima, intelligenza, siamo costretti a comportarci come idioti, a parlare di insulsità, ascoltando guitti della comunicazione, che albergano solo in riserve protette (Ordini) in funzione di bidè vocali. Intanto la realtà ci spazza via come un rottame e ci avvicina alla spiaggia o ci allontana senza che si possa far nulla.

Sono anni che aspettiamo pazientemente qualche segnale di cambiamento. Volevo contribuire ad un mondo migliore, o almeno ad un paese migliore. Non sono riuscito in niente, ho perduto tutte le guerre, le battaglie, le scaramucce, ma soprattutto ho vissuto una vita sociale in cui vedevo ieri oggi e domani, senza poter cambiare niente.

Bisognava essere cattivi, non essere moderati, uscire dagli schemi.

Non l’ho fatto, ma se questi pagliacci si ostinano a restare sulla scena, allora mi conviene diventare adulto, dicendo ai nostri giovani di mandarci a farci fottere.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.