Concorsi pubblici, meccanismi perversi

Tra circa un mese le regioni italiane saranno occupate da un esercito di quarantaduemila persone. Un esercito, che armato di penna e documento di identità farà il concorso da preside. Posti disponibili duemila circa, a calare.

Verranno scelte 100 domande tra 5.750 pubblicate, ad ogni candidato verranno consegnate le suddette 5.750 e un foglietto con le cento a cui dovrà rispondere. Il controllo verrà affidato ad un responsabile per raggruppamento fisico (scuole) e a due controllori per ogni gruppo di persone (aule).

Due conti :

Cinquemila domande se va bene danno un “libretto” di mezzo chilo, ergo 21 tonnellate di carta da spedire.

Mettendo 30 concorrenti per aula serviranno.1.400 aule quindi non meno di varie decine di funzionari e circa 3.000 controllori

Per far preparare, trasportare, smistare i pacchi nelle sedi e quindi ai candidati mettiamo solo altre 300 persone

Non parlerò dei soldi spesi, dallo Stato e dai candidati, per ora mi domando:

Non è un modo medievale di procedere al tempo dell’informatica ? E sì che in quelle 5.000 domande alcune centinaia riguardano le competenze informatiche dei candidati.

Come si può rimanere senza 2.000 presidi ? Perché se servono devono essere immediatamente integrati, altrimenti è legittimo il dubbio, che si possa andare avanti senza?

In quali altri paesi si fanno questi megaconcorsi in stile ottocento ?

Poiché siamo un Paese di raccomandazioni e raccomandati, non vi viene il dubbio che questi concorsi siano il modo migliore per truccare il gioco ?

Un’ultima cosa: siamo all’errata corrige di svariate decine di domande delle succitate 5.000. Non pensate che basterà un solo refuso tipografico per dare adito al ricorso sul risultato, con ulteriori costi legali e se ci sarà l’annullamento del concorso chi andrà a casa ? Qualcuno che ha messo la firma sotto il decreto del medesimo ? Nessuno, perché lo Stato Italiano è nato orfano, o meglio figlio di n.n.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.