Commento sui mercati valutari

mondo-euro_dollaro1 L’Euro, supportato la settima scorsa, dalle minute della Fed (non sono emerse ulteriori indicazioni riguardo alle tempistiche sul rialzo dei tassi) apre la settimana in calo contro le principali valute, indebolito principalmente dall’incertezza greca nonostante l’intesa tra istituzioni e governo greco per un’estensione di quattro mesi del programma di salvataggio. L’euro contro dollaro USA si muove intorno a 1.13 mentre contro GBP (supportata dai dati positivi sul mercato del lavoro) è passato da 0.74 a 0.73 circa.  Negli ultimi giorni, le divise più sensibili al calo del prezzo del petrolio hanno subito un ulteriore deprezzamento, tra queste risalta il dollaro canadese (il cambio contro dollaro USA è passato da 1.24 a 1.26 circa). Il Canada è un esportatore netto di petrolio e il collasso del prezzo sta minacciando gli investimenti nel settore e minando la fiducia dei consumatori. A conferma, il dato peggiore delle attese sulle vendite al dettaglio di dicembre (-2.3% contro -0.8% atteso). Al contrario, la discesa dei prezzi energetici avvantaggia per lo più i Paesi che sono importatori netti: è il caso dell’Turchia, dove l’impatto positivo del calo del prezzo del petrolio e dei prodotti agricoli hanno diminuito le pressioni inflattive presenti nel Paese consentendo alla Banca Centrale Turca di tagliare il tasso di riferimento da 7.75% a 7.50%. La combinazione di dollaro forte e Banca Centrale espansiva, pressata dalla politica, continuano a pesare sulla lira turca. Anche la Banca Centrale di Israele ha deciso di tagliare i tassi di interesse portandoli a 0.10% da 0.25% e comunicato di essere pronta ad ulteriori interventi per rilanciare l’economia interna.

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