Commento mercati valutari

Le oscillazioni nei differenziali di rendimento tra i Paesi Sviluppati, legati alle recenti variazioni di retorica delle principali Banche Centrali, continuano a guidare il mercato valutario. In particolare il dollaro canadese è ormai prossimo ai massimi contro US$ da maggio 2016, dopo che la Bank of Canada, a seguito di una drastica ed inattesa inversione della linea di politica monetaria nell’ultimo mese, ha convalidato le aspettative di mercato con il primo rialzo dei tassi nei Paesi Sviluppati negli ultimi anni. Anche l’Euro rimane uno dei primari beneficiari dell’attuale dinamica di mercato. Dopo che il messaggio della Governatrice Yellen nelle audizioni parlamentari è stato interpretato come accomodante e che l’inflazione USA di giugno è risultata inferiore alle attese per il quarto mese consecutivo, le pressioni al rialzo su EUR/US$ si sono intensificate ed il cambio ha superato di slancio 1,15 nella seduta odierna, aiutato anche dalla nuova debacle della riforma sanitaria al Congresso degli Stati Uniti. La recente forza dell’Euro ed il posizionamento rialzista sovraffollato lo rendono tuttavia vulnerabile a prese di profitto, dal momento che gli investitori sembrano sottostimare la probabilità che la BCE possa adottare una retorica meno restrittiva del previsto nel meeting di giovedì, che non sembra l’occasione migliore per annunciare novità significative in tema di quantitative easing o normalizzazione futura della politica monetaria. I dati macroeconomici positivi in Cina e le minute dell’ultimo vertice della Reserve Bank of Australia che contengono uno scenario economico più positivo del previsto stanno spingendo il dollaro australiano ai massimi da maggio 2015. La generale debolezza del US$ continua a sostenere le valute emergenti, con l’indice ELMI+ ai massimi da dicembre 2014, mentre il recupero del prezzo del petrolio sta determinando un significativo rally della corona norvegese

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