Commento ai mercati obbligazionari

obbligazioni- La riunione BCE  si è concluso con un nulla di fatto. Nonostante la speculazione sulla possibilità di un taglio dei tassi, di acquisti di asset o della fine della sterilizzazione del vecchio programma SMP, il board della Banca Centrale non ha intrapreso alcuna azione e le parole del Governatore Draghi sembrano indicare che un intervento non sia imminente. La BCE pare confortata dal buon flusso di dati economici europei e dall’assenza di pressioni sul mercato interbancario, mentre le previsioni macroeconomiche indicano un graduale ritorno dell’inflazione verso il target del 2% nel 2016 (1,5% per l’intero anno, 1,7% nel quarto trimestre).

In questo contesto i governativi periferici continuano a sovraperformare rispetto le emissioni di Paesi core: il rendimento del decennale portoghese scende al 4,37% Sul fronte statunitense rendimenti in rialzo su tutta la curva; il report sul mercato del lavoro USA di febbraio è risultato migliore delle attese, non tanto per il dato in sé, quanto perché i dettagli confermano l’idea prevalente degli investitori che la recente debolezza dell’economia americana sia legata alle avverse condizioni climatiche e non pregiudichi la prosecuzione del “tapering” della Fed.

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