Come affossare l’Italia in 10 mosse

Prima mossa

Sospendere le aste di titoli di stato, dicendo che non c’è bisogno di soldi; rammentiamo che il debito pubblico italiano è di 1.900 miliardi di euro e ha scadenze per 200 miliardi all’anno. Per raffronto il totale del debito pubblico della Grecia è 250 miliardi di euro, mentre quello della sola regione Lazio è di 10 miliardi.

Seconda mossa

Annunciare le liberalizzazioni per creare lavoro, e poi aumentare i giochi d’azzardo. Annunciare la riforma del mercato del lavoro e rimandarla a future contrattazioni con un sindacato fermo all’ottocento.

Terza mossa

Annunciare il taglio ai costi della politica e poi mettere una tassa per i politici con una franchigia di 90.000 euro e solo sulle indennità. Annunciare il taglio dei costi della macchina pubblica e legarlo a fumosi parametri da stabilire e ad un censimento ancora da iniziare.

Quarta mossa

Fare cassa dicendo che si combatte l’evasione fiscale e poi torchiare chi le tasse le paga già. Ignorando che da Roma in giù non c’è solamente l’evasione fiscale, in Calabria siamo quasi al 90%, ma pure il lavoro nero e l’illecito edilizio, vedi le sessantamila case abusive del golfo di Napoli.

Quinta mossa

Annunciare il taglio di 56.000 poltrone, per poi scoprire che sono meno della metà e si tratta di poco più di 2.000 micro comuni con 15 consiglieri cadauno, che percepiscono un gettone di presenza di pochi euro, mentre non si toccano i corposi vitalizi degli ex parlamentari, quasi sempre assommati ad altri redditi o pensioni.

Sesta mossa

Annunciare il pareggio di bilancio, per il 2013, omettendo di dire che nel frattempo il debito aumenterà di 140 miliardi, la spesa corrente di 50, mentre quella per investimenti scenderà di 10.

Settima mossa

Annunciare una riforma dello Stato, in cui spariscono una ventina di provincie, mentre l’età pensionabile a 65 anni arriverà nel 2030.

Ottava mossa

Continuare a dire all’Europa ed al mondo, che l’Italia ha sì un grande debito pubblico, ma gli italiani sono ricchi, come se il debito fosse di altri.

Nona mossa

Legare le banche con lacci e laccioli, obbligarle a fare aumenti di capitale non necessari, riempirle di tasse extra (italiane e tra poco pure europee) e obbligarle a comperare titoli di Stato. Che si arrangino loro a tosare i clienti.

Decima mossa

Pigliare per i fondelli non solo gli italiani, ma pure i tedeschi.

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