Centrodestra is back

Grazie ai suoi elettori, più che a un gruppo dirigente, diviso su molte cose, il centrodestra ha vinto con largo margine i ballottaggi delle amministrative, elezioni di solito non facili per quello schieramento. Il sole splende forte al nord Liguria, Piemonte e Lombardia, meno al centro e al sud, dove le sconfitte di Taranto e soprattutto Lecce pesano. Prevedibile la sconfitta di Padova dove non ha giovato la riproposizione di Bitonci, già sindaco, con cui la Città era andata al commissariamento. Il troppo evidentemente storpia. A vederla da fuori, sembra una vittoria di Salvini, in realtà sono le componenti moderate ad aver fatto la differenza, sia con i candidati, sia con il ritorno di elettori attratti prima da Renzi, poi dai 5 Stelle, che vanno male vincendo otto ballottaggi in città di medie dimensioni e nessun capoluogo di provincia. Aldilà della muscolarità leghista, il centrodestra vince dove carica anche i moderati che stanno al governo con Renzi e perde spesso al sud dove questi si alleano col PD, come l’Udc in Puglia e Alfano in Sicilia. Alle politiche sarà un’altra storia, ma il centrodestra se abbandonasse i deliri anti-euro e si proponesse di riformare l’Europa e di governare la globalizzazione con un leader credibile, potrebbe puntare alla vittoria, con poche parole d’ordine: sicurezza, taglio delle tasse sul lavoro, deburocratizzazione e liberalizzazioni. Non sappiamo se sarà così coraggioso, molte sue componenti sono più conservatrici della sinistra. Il risultato elettorale seppellisce le ipotesi di patti del Nazareno, anche perchè il Pd esce indebolito e la sinistra esterna non brilla, sia quando si allea con Renzi, che quando va da sola. Entrambi gli schieramenti soffrono di lacerazioni, ma non ne sono esenti neppure i grillini, anche se vanno da soli, il che non è confortante per il futuro del Paese. Futuro di cui tutti si dicono interessati, ma nessuno se ne occupa. La crisi bancaria non è finita, anzi, ma tutti sono concentrati su leggi importanti, ma non risolutive come lo ius soli, la legge sulla tortura( sic!), il fine vita ecc..La vittoria del centro-destra è netta, ma ormai i voti vanno e vengono e se nei prossimi giorni assisteremo a vuote celebrazioni e a prove di forza, torneranno verso altri lidi, cioè i grillini. Nè ci convincono idee come il ritorno di personaggi alla Montezemolo, se il futuro non sarà dei duri e puri alla Salvini-Bitonci, non può essere neppure un ritorno al trasformismo giurassico. Deve prevalere la linea “governativa” dei governatori come Toti e Zaia e dei nuovi sindaci. Il centrodestra ha la sua forza nella capacità di governo, più che nell’identità, problema che sta dissanguando la sinistra. Il voto ci dice che se il nord sta tornando a destra, il sud rimane in gran parte grillino e di sinistra, ciò deve spingere alla ricerca di un leader inclusivo, ma nazionale. Zaia è un ottimo governatore, ma confinato, in Germania i democristiani hanno perso le elezioni, quando hanno scelto un candidato della CSU bavarese, anzichè della CDU. Può non piacere, ma le elezioni si vincono ovunque conquistando il centro, inteso come elettori. Perchè la sfida vera non è arrivare primi, ma avere i seggi per fare un governo, può sembrare difficile, ma l’elettorato è più maggioritario dei nostri politici. Occorre coraggio, quello di dire la verità al Paese e quello di cambiarlo, in questa mancanza di coraggio sta la sconfitta di Matteo Renzi.

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