Centrodestra in fioritura

fiori Chi dice che il centrodestra è in crisi? Non abbiamo mai assistito alla fioritura di tanti leader e candidati come nelle elezioni a Roma. Abbiamo l’ennesimo ritorno di Storace, affiancato dai delfini di Rauti e Almirante, Alemanno e Fini, insomma una reunion degli ex giovani missini, con Italo Bocchino, D’Urso, ecc..Manca Ignazio La Russa che sostiene Giorgia Meloni, altra costola del vecchio Msi, poi An e mancano Gasparri e Matteoli, aggrappati al grande vecchio Silvio Berlusconi, che lancia Bertolaso, il solito uomo del fare, sotto processo e che, come qualità migliore, dichiara di non aver mai votato a destra, come Parisi a Milano. Ci chiediamo solo perché si candidino se la rispettabilità viene solo dall’aver votato o servito la sinistra. Poi c’è Salvini, che vuole uccidere nella culla l’ipotesi di una destra moderata, per costruirne una populista, sullo stile della Le Pen. Può darsi abbia ragione, forse la destra moderata non esiste, certo è che quella populista non vince facilmente. Infine ci sarebbe Marchini: sarebbe stata la zattera che avrebbe salvato il centro -destra, ma che sta prendendo il largo da solo e contribuirà ad affondarlo del tutto. Resta Magic Silvio, che però ha perso il tocco, o non ricorda le magie e poi a 80 anni è difficile stare al governo con Verdini, al Nazareno con Confalonieri e all’opposizione con Salvini. Basta la candidatura della Pivetti, non l’attrice, ma una ormai polverosa politica per dare il segnale di una varietà di leader più varia che nel Pd, magari un po’ polverosi, ma certamente rumorosi.

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