Caro politico, cerca di essere un tantino serio

 Mi viene da sorridere, a sentire tutte le baggianate che vengono dette dai politici in campagna elettorale, al fine di accattivarsi le simpatie degli elettori, ma che a mio avviso producono effetti contrari e disaffezione. Intanto , penso che l’elettore meno allocco e più riflessivo non sopporti bugie sesquipedali e ipocrisia. Ormai purtroppo ci siamo fatti tutti l’opinione che i politici di oggi non siano in generale persone serie. I La Pira, i Berlinguer, i Moro, appartengono ad un passato remoto e figure serie, discrete, modeste e non esibizioniste di questo calibro, sembra non ne nascano più. Siamo in un’altra epoca, è vero, nell’era dei media che ti seguono ogni giorno e in ogni momento , a maggior ragione, caro politico, che ami tanto i riflettori ed essere riconosciuto dalla gente come un divo del cinema, dovresti misurare le parole e stare attento a ciò che dici, perché sei come nella casa del grande fratello, tutto viene registrato e giudicato, nella fattispecie ogni tuo comportamento verbale. Perché gli intrallazzi che fai dietro le quinte, spesso non sono conosciuti dal pubblico, ma solo dai poteri forti, dai giornali che però rispondono ai loro padroni, sovente intrallazzati con te, signor politico, dai servizi segreti e dalla magistratura, che, in certi casi decide di intervenire, avviando un’indagine. Allora noi comuni cittadini ti giudichiamo quando sei seduto nel salotto di Vespa, da Floris, dall’Annunziata o dalla Gruber, e prometti con viso serio che se non farai quella riforma, ti ritirerai dalla politica, e invece sei sempre lì, oppure quando sostieni che con senso di responsabilità farai la legge per abolire i privilegi dei parlamentari, e invece non succede nulla in quel senso. Che effettui lo sciopero della fame un giorno la settimana(dieta detox?), per approvare lo ius soli, che ti candiderai ( nello schieramento opposto a quello di appartenenza) solo se il programma ti soddisferà, invece lo fai per prolungare la permanenza sulla tua comoda poltrona di parlamentare. Poi affermi anche di aver dato la tua disponibilità, bontà tua, a candidarti, ma ciò lo deciderà il partito, quando sei moglie di un potente ministro del governo, che, forte di un certo numero di deputati di riferimento, sarà probabilmente lui ad imporre la tua candidatura. Ecco, signor politico, siamo stufi delle tue ipocrisie, allora spesso ci rifugiamo nell’astensionismo perché pensiamo che nulla cambierà per noi, o facciamo il tentativo di sostenere chi ancora non ha governato, per vedere se è un filino più serio di chi lo ha preceduto, un po’ come ultima spiaggia. Mi sento come la casalinga di Voghera, non un’esperta di comunicazione, ma se dovessi darti un consiglio, signor politico, non promettere la luna, dai qualche dato di realtà, non sparare numeri a caso, che noi nella quotidianità puntualmente vediamo smentiti o gonfiati, smettila di aggredire l’avversario, ma spiega con chiarezza e concretezza cosa intendi fare tu per il lavoro dei giovani, la salute delle persone, l’istruzione, la qualità dell’aria, l’assistenza agli anziani. Vogliamo poche certezze, su cui misurare la tua affidabilità, per poi promuoverti o bocciarti nell’urna, signor politico, ed evitare la tentazione, quel giorno, di organizzare con la famiglia una bella gita fuori porta, tralasciando così di deporre il responso nell’urna.

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