Carnevale tutto l’anno

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Se guardiamo come vanno le cose nella penisola italica, sembra che ci siano solo due ipotesi : o c’é una manica di alcolisti al potere, o é vero il titolo : sono tutti pagliacci. Basta aprire un giornale qualsiasi e la dimostrazione l’abbiamo sotto gli occhi. Abbiamo una disoccupazione giovanile da Guinnes dei primati? Nessun problema, un ministro non si perita a dire che è colpa di chi si vuole laureare. Che poi tutti i governi abbiano tentato, con le relative riforme della scuola, di tenere nella medesima il maggior numero di ragazzi, solo perché sapevano, loro politici, che NON c’era lavoro, questo a Poletti non l’avevano detto. Abbiamo un problema internazionale infernale e siccome nessuno ci ha in nota (e sarebbe la nostra fortuna), questo non sta bene, Matteo che si imbuca da Hollande, che a questo punto è costretto a chiedergli un sostegno militare per la Siria. E lui che fa? Non dice ”guarda, abbiamo il Giubileo” o “il numero di clandestini che sbarcano ci impegnano sul fronte interno”, no lui dice: andremo in Libano. Ma potevi anche dire alle Seychelles, a Hollande che gli frega dove ti piace andare? Alfano non passa giorno che non ci rassicuri, vantando la qualità della nostra intelligence, che poi è circa sempre quella di Piazza Fontana, dell’Italicum, di Bologna e che potrebbe, a tempo perso, combattere la mafia. Padoan, economista fino, forse troppo, quasi una carta velina, non solleva mai un’eccezione tutte le volte che Matteo promette soldi. Che poi li promette a tutti: diciottenni, forze dell’ordine, pensionati minimi, lavoratori della sanità. La Pinotti fa business e vende aerei a personaggi strani, che potrebbero utilizzarli contro nostri alleati. La Boschi fa, anima bella, i cavoli suoi, o meglio, di famiglia e fa mettere soldi in banche da burletta in cui gli amministratori, parenti stretti, hanno distratto cifre con troppi zeri. E questo è un repetita per quando si dovrà decidere cosa fare al momento del voto, che già incombe. Nella tarda primavera si decideranno le maggiori città d’Italia ed è una corsa a chi ha il candidato peggiore. Anche il M5S non scherza: presenta a Milano una disoccupata. Che poi si scopre essere stata dirigente d’impresa per una decina di anni, che volendo fare la mamma a tempo pieno, si è licenziata e ora è in attesa di ricollocarsi sul mercato. Magari quello politico, che rende tanto di più, che non chiede la produttività e che, con un minimo di abilità, con questi elettori (NOI), può portarti tranquillamente alla pensione. E che pensione!

 

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