Cara, carissima, Europa

can-stock-photo csp8937270Le elezioni italiane aprono, anche fuori dai nostri confini, una riflessione sull’Europa.

Già, potremmo dire: Europa, questa sconosciuta.

È la più grande economia mondiale e ha la banca centrale più debole. Ha un non governo, un non parlamento, una non politica estera e comunitaria.

Dall’Europa arrivano diktat da rispettare entro una certa data, e noi siamo poi sempre in ritardo e becchiamo salatissime multe.

Non c’è concordanza su niente: dalle prese di corrente, al sistema elettorale, ma commissioni su tutto. E costi paurosi.

Per controllarli ho trovato questo sul sito ufficiale e allora, copia e incolla. Lì c’è tutta la nostra sconfitta.

Il bilancio del Parlamento per il 2012 è di 1,718 miliardi di euro, di cui il 37% è destinato alle spese per il personale, principalmente gli stipendi dei 6000 dipendenti (quindi in migliaia di € l’anno 1718000 x 0,37 / 6000 = 106-mila) che lavorano nell’amministrazione e, in misura minore, i gruppi politici.

Questa spesa copre anche i costi di interpretazione e le missioni del personale. Dato che il Parlamento è un’istituzione eletta democraticamente e la sua funzione è quella di varare leggi vincolanti per tutti gli Stati membri, una parte importante del suo personale permanente, temporaneo e freelance esegue servizi di traduzione o interpretariato delle attività parlamentari, in modo che sia gli eurodeputati, che i cittadini europei possano seguire tali attività nella loro lingua.

Per esempio nel 2008 sono state tradotte oltre un milione e mezzo di pagine di documenti.

Circa il 24% del bilancio va a coprire le spese degli eurodeputati, inclusi gli stipendi, i costi di trasferta, gli uffici e gli assistenti (ovvero, sempre in migliaia di € l’anno 1718000 x 0,24 /724 –numero dei deputati europei- = 579 –mila).

Le spese sostenute per gli edifici sede del Parlamento rappresentano il 11% del bilancio 2012.

Queste includono l’acquisto di alcuni edifici, l’affitto di altri, i lavori di ristrutturazione, più il mantenimento quotidiano degli uffici di Bruxelles, Strasburgo, Lussemburgo, e le sedi del Parlamento nei 27 Stati membri dell’UE (ovvero 1718000 x 0,11 = 189 milioni l’anno).

Le spese di informazione e comunicazione, le tecnologie dell’informazione e telecomunicazione e le altre attività amministrative costituiscono nell’insieme il 23% del totale (395 milioni l’anno).

Ai gruppi politici è dedicato il 5%(che valgono 86 milioni).

Nessun commento, questo è il Parlamento, poi c’è la Commissione, ma quella andatevela a vedere da soli.

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