Camera (mortuaria) con vista a pagamento

lapidiReggio Emilia, Città delle Persone, si è accorta che esistono anche persone morte.

Poiché nella Città governata dal neo ministro Delrio e dal deputato di complemento Gandolfi, non si fanno favoritismi, ad eccezione delle nomine nelle partecipate, si è deciso di mettere a pagamento la sosta anche nell’area dell’obitorio.

Si sa, i parcheggi a pagamento favoriscono la rotazione, infatti abbiamo persone che si presentano al mattino per visitare la salma del primo defunto e alla sera sono ancora lì in attesa dell’ultimo arrivo.

Poi è un modo per snellire le procedure: ci sono sacerdoti che si dilungano, col parcheggio a pagamento basta un Pater Noster in più e ti becchi la multa e i necrofori dovranno aumentare la velocità di caricamento delle corone, non fiori ma opere di bene, magari al Comune.

Le salme verranno poi portate al carro funebre, anziché con lenti carrelli a mano, con modelli turbo.

Condoglianze asciutte, pianti brevi, spezzati dalla frase “ scusa devo andare a mettere un euro per la sosta”, anche i familiari si allontaneranno per mettere la monetina, lasciando a metà abbracci dolenti e ricordi di vita comune.

Del resto il Comune deve fare appunto “cassa” e quale migliore occasione di questa, per continuare a pagare consulenti che si occupano di politica estera?

Abbiamo la fantasia tassatoria al potere, non bastava che ti perseguitassero per la vita, ora anche da morto.

Però forse gli assessori alla cultura e all’arredo urbano hanno inserito l’obitorio di Reggio nel percorso culturale dei musei, si paga appunto per la visita.

A quando un biglietto per l’accesso?

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