Bersani e Renzi su Marte

1992188606A proposito della regolarità delle primarie del Pd e dei possibili brogli o trucchi che possano avere alterato la veridicità dei risultati, il quotidiano “Libero” ha titolato: “Primarie farsa, ecco le prove”.

In verità, Francesco Bechis, che firma l’articolo, per sostanziare e giustificare la titolazione, riporta ben poco: un giornalista del quotidiano, infatti, avrebbe votato tre volte, due volte a Milano ed una a Monza, alle primarie del PD; un altro giornalista de “Linkiesta” avrebbe anch’esso votato due volte. Insomma, ad essere preso di mira, è stato il regolamento delle primarie del Pd, che avrebbe dovuto disciplinare le procedure di voto, ma che, in pratica, per dirla con le parole di Bechis, è apparso “rigido come il burro nel forno a microonde”.

Non solo: il giorno stesso delle primarie il programma televisivo “Striscia la notizia” ha dimostrato come, nonostante i controlli, sia stato possibile votare per tre volte al primo turno delle primarie del centro sinistra. Il falso elettore di “Striscia”, che avrebbe dato le sue preferenze al “Gabibbo” per non inficiare l’esito del voto, avrebbe votato in tre sezioni milanesi differenti, pur dichiarando che nessuna di queste era la sua sezione elettorale.

Non si è dimostrato però che le violazioni delle procedure e delle norme del regolamento siano state diffuse e sistematiche su tutto il territorio nazionale.

L’opinionista Klaus Davi, a proposito dello scopo delle primarie del Pd, ha dichiarato: “Le primarie sono state una mossa di marketing perfettamente azzeccata. Il prodotto è stato venduto bene e per di più gratis”. Indubbiamente per il Pd queste primarie sono state un’occasione per rimpinguare le casse del partito, visto che sarebbero stati raccolti, grazie ai contributi versati dagli elettori al momento del voto, dieci milioni di euro.

Inoltre, il clima della competizione e le polemiche fra i candidati, hanno favorito l’attenzione dei media: pagine e pagine di inchiostro è stato versato per parlare di un evento presentato come epocale. Infinite interviste televisive, singole e collettive, hanno accompagnato questo evento gonfiandolo a dismisura.

Al di là delle irregolarità formali e dello scopo reale, in molti sono chiesti: queste primarie sono state vere o finte? Viene, infatti, da chiedersi se la competizione fra i candidati è stata reale o è stata solo una rappresentazione teatrale, una finzione con un finale già previsto e concordato: una finzione che aveva ed ha il solo scopo di fare accendere i riflettori su un partito diviso al suo interno e in declino. Il dubbio è sorto a molti, dopo il debutto dei cinque concorrenti davanti alle telecamere di Sky: un confronto di idee condotto in un clima da minuetto, nel quale le differenze erano quasi celate, per non dare l’idea di un partito diviso.

Nell’ultima “singolar tenzone” televisiva che ha opposto Bersani a Renzi, il confronto si è acceso ma, alla fine, è risultato deludente.

C’è da domandarsi se questi sfidanti vivono sulla Terra o su Marte: nel Paese c’è una profonda insoddisfazione nei confronti del governo Monti e questi sembrano non tenerne conto.

Dopo questo spettacolo surreale offerto da Bersani e Renzi non resta dunque che attendere il sol dell’avvenire.

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