Berlusconi e Santoro

berlusconi_santoroL’altra sera è andato in onda l’incontro-scontro più atteso : la “banda” Santoro versus Berlusconi. E qui ho ri-capito tante cose.

Che per fare un qualsiasi lavoro bisogna prepararsi.

Che se si va allo scontro si deve combattere con quello che si ha.

Che chi si fa sopraffare da emozioni personali è bene che faccia il poeta.

Che” largo ai giovani” in Italia ormai non è un’opzione, ma un must.

Sì perché, come preparazione all’incontro, il voto più alto lo prende Berlusconi e le giornaliste (mi scuso per non conoscerne il nome), più in basso Travaglio, ultimo Santoro che ha imbroccato una sola battuta ed è cascato nel trappolone. Ha perso la testa.

Eppure per il cavaliere con le giuste domande si era messa male. Lasciargli passare “giornali comunisti esteri” riferendosi all’Economist e al Wall Street Journal è come mancare un rigore a porta vuota, ma Santoro ha “mangiato” la risposta alla giornalista di turno. Silvio era già messo male con la confusione tra Bundesbank, banca di stato tedesca, e Deutsche Bank, banca privata tedesca. La signorina l’aveva sgamato, era una balla e non un lapsus, visto che sul libro di Vespa la citazione è giusta, ma Vespa non è scemo, le balle le lascia al capo. Anche qui era facile matarlo, ma Michele è sembrato Michelaccio (mangiare bere, andare a spasso): è intervenuto, sviando la stoccata.

Travaglio ha travaglieggiato, bello da sentire, ma sempre la stessa filastrocca, che sarà pur vera, ma repetita NON adiuvant. Poteva invece chiedergli (dopo la tirata della lungaggine per fare una legge, che ormai è uno dei suoi refrain preferiti) come mai le leggi ad personam siano tra le più veloci della repubblica italiana. La risposta, altro gol mancato, l’ha poi data Silvio stesso : “perché quella legge serviva a loro per stare là, se andavo a casa io andavano a casa anche loro”. Tradotto: con il porcellum ho fatto eleggere un fottio di ladri e corrotti a cui dello stato italiano non infischiava nulla, e quindi stavano a libro paga (ma pagavate voi, fessi, anche se lavoravano per me). Anche qui nessuno ha capito, o meglio, è intervenuto.

Una bella botta l’aveva data l’imprenditrice trevisana, di cui non condivido le ricette, ma la cui analisi era impietosa, purtroppo anche questa è passata in cavalleria.

E poi la più grossa. Avevano capito che Berlusconi si sarebbe attaccato a “non mi lasciate mai parlare, parlate sempre voi” e avevano messo un “misuratore” del tempo, peccato che fosse Ruotolo, uno della banda e quindi accusabile di faziosità. No, ci voleva un notaio e quando il cavaliere si è alzato, si faceva entrare il notaio e tempi alla mano se aveva parlato di più lui, si risiedeva e ascoltava solo. O se ne andava, facendo felici gli scommettitori londinesi.

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