Berlusconi, da protagonista a comparsa

berlusconi pupazzettoFino ad un anno fa, Berlusconi era ancora il leader assoluto e incontrastato del centro destra; in seguito ci sono stati il volta faccia di Casini e la scissione di Fini: oggi, per riuscire a raggiungere un accordo con la Lega di Maroni, Berlusconi ha dovuto assicurare, per iscritto, al suo alleato, che in caso di vittoria della coalizione non farà il presidente del Consiglio.

In quest’ultimo fatto vi è il segno evidente di un declino politico ormai inarrestabile.

Berlusconi conserva il proprio carisma e una certa dose di fascino personale che ancora fa presa sull’elettorato di centro-destra ma, all’interno del Pdl, non può più permettersi di comportarsi da monarca assoluto.

Il declino politico di Berlusconi è però iniziato prima, quando ha deciso di appoggiare, dopo una crisi extraparlamentare del suo Governo, l’ascesa al potere del tecnocrate Monti, sostenuto da una anomala maggioranza trasversale. Berlusconi ha scelto la strada del compromesso occulto, anziché la strada maestra delle elezioni politiche anticipate.

A questo proposito, Isabella Bertolini, ex parlamentare del Pdl, ha paragonato Berlusconi a Schettino, il capitano della nave da crociera naufragata, indecorosamente, vicino alle coste dell’isola del Giglio. D’altronde, che la sua capacità di analisi dei problemi economici e sociali, al di là degli slogan e delle frasi ad effetto, si fosse fortemente ridotta, lo dimostra il fatto che poco tempo fa, interrogato sulla situazione economica e sociale italiana, Berlusconi avesse fatto, in sostanza, ricorso al motto del ciclista Bartali “Gli è tutto sbagliato, tutto da rifare”, come se lui fosse vissuto su Marte fino ad allora. Non credo abbia dovuto riflettere molto per giungere a tale conclusione.

Non c’è dubbio, il Cavaliere parla il linguaggio della gente comune, dei frequentatori dei bar e degli stadi di calcio, meglio se tifosi del Milan: d’altronde, un astuto politico come lui, non può prescindere dalla necessità di farsi comprendere dalle masse, anche a costo di semplificare e banalizzare. E’ sempre stato un uomo di marketing e tale si conferma.

Il trio Alfano, Bersani e Casini ha sostenuto, per un anno intero, un tecnocrate come Monti, che in tale periodo temporale è riuscito quasi a devastare l’Italia: dietro Alfano però c’e sempre stato Berlusconi ed oggi è un po’ tardi per dissociarsi dalle responsabilità della devastazione compiuta. Il trio ABC ha praticamente azzerato i ceti medi e questa è una colpa, per molti, imperdonabile.

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