Banche, balle e fregature

oubicchuioA forza di raccontare balle si rischia di finire contro un muro e il conto del carrozziere verrà inviato agli italiani. Poco importa se i narratori dello storytelling, detta in inglese è più nuovista, siano bugiardi patologici, fumatori di erba o semplicemente “scanta coglioni”. Certo che sulle banche, Renzi e il suo ministro del Tesoro, il pallido Padoan, di favole ne hanno raccontate molte, dal “le banche italiane sono sicure, anzi le più sicure” a “ si potrebbe fare un pensiero di acquisto su Mps”. Ora siamo arrivati al dunque, sia per Etruria e le sue sorelle, che per Mps. Vediamo la situazione di Etruria. Le quattro banche dovevano essere vendute entro settembre, al momento il governo del fare ha solo prodotto una richiesta di proroga dei termini di vendita all’Europa. Gli obbligazionisti subordinati che dovevano essere rimborsati all’80%, non hanno ancora visto una lira, pardon un euro, ma arriveranno, in fondo si tratta del costo del nuovo aereo del Premier.
Le quattro banche dovrebbero essere rivendute a 2 miliardi di euro, per rinfondere il prestito ponte di Intesa, Unicredit e Ubi, ma ci sono tre offerte che stanno tra i 500 e i 600 mln di euro e pensare che le banche e le Fondazioni avevano scucito 1,7 miliardi per le perdite, 1,8 per la ricapitalizzazione e 140 mln per far partire la Bad bank. La quale si è schiantata subito per i contrasti tra la Presidente Pomodoro e l’Ad Corsini, che dopo essersi accusati a vicenda di non si sa cosa, visto che in questi casi il silenzio è d’oro, si sono dimessi, Banca d’Italia li ha sostituiti, senza spiegare perché li aveva scelti, né per scusarsi dell’eventuale errore, il silenzio è d’oro. Nel mentre gli unici sereni sono gli ex amministratori, sono liberi e sanno che tutto finirà in cavalleria, cioè in prescrizione, come è d’uso, in particolare per i veri potenti, non come i personaggi alla Ricucci. La storytelling al momento narra che la Bad bank, non ha fatto nulla, a parte elargire qualche emolumento, le banche vengono valutate un quarto di quanto narrato, gli obbligazionisti aspettano, se avranno i requisiti, i soldi, gli azionisti hanno da tempo preso un calcio in culo, le banche prestatrici hanno aggiunto l’influenza ai loro malanni, facendo perdere ulteriori soldi ai loro azionisti, il governo la chiama “soluzione di mercato”. Resterebbe da sapere anche chi ha speculato sulle Popolari, chi ha fatto insider, come dice D’Alema, a parte il solito De Benedetti, tessera numero uno del Pd, ma non vi facciamo gran conto. Questo è l’antipasto, poi il piatto di portata delle banche venete e infine il piatto forte del Monte dei Paschi.

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