Balletti

font-b-american-b-font-font-b-flag-b-font-baby-font-b-skirt-b Politici. Meglio ancora di sondaggi. Se guadavate le quote di un mese fa sull’elezione di Trump, avreste puntato solo per la voglia di farvi una vacanza a scrocco col rischio di perdere una ventina di euro. All’improvviso in pochi giorni si annuncia in sequenza: un riavvicinamento, un pareggio e addirittura un sorpasso. Perché. Mistero, reali fatti nuovi neppure l’ombra (le mail della Clinton sono roba vecchia e decotta). Probabilmente solo la necessità per alcuni di “rientrare” sugli investimenti politici delle campagne elettorali finanziate (siamo a miliardi di dollari). Ci sarà turbolenza sui mercati, l’ansia mangerà i piccoli investitori e i loro (imbeccati opportunamente) consiglieri. Alla fine ci sarà una “tosata” ed ecco fatto! Chi poi sarà eletto poco importa a tutti. Agli americani, che non si iscrivono alle liste elettorali, agi europei che continuano a farsi gli affari degli altri e non i propri. E soprattutto ai finanziatori dei due candidati, che troveranno un accomodamento fra di loro, indipendentemente dalla testa di turco che siederà alla Casa Bianca. Perché il grande pericolo é stato sconfitto proprio facendo in modo che Trump e Clinton fossero i candidati. In questa maniera si evitava la figuraccia ai repubblicani di presentare una mezza figura e soprattutto si eliminava la possibilità di presentare un candidato vero ai democratici (Sanders). Quello era il nemico, il vero nemico. Passi che si fosse presentato, ma che poi resistesse cosí tanto tempo NONOSTANTE la guerra totale dell’apparato del partito democratico, questo era il vero problema. Che poi parlasse un linguaggio sociale (lo hanno subito bollato come socialista) che interessava i lavoratori e la middle class (gli anelli deboli ormai in tutto il mondo), questo rafforzava il loro problema. E ancora una volta é cominciato il balletto delle parti. La Clinton DEVE vincere, ma, quasi come in un inciucio all’italiana, i repubblicani NON devono perdere la Camera. E allora quando i sondaggi e la gente si sta abituando alla prima parte (la seconda non la racconta mai nessuno) ecco, in questo preciso momento, bisogna dare una scossa, così i repubblicani riscopriranno l’orgoglio di partito, andranno a votare, perderanno la testa di turco, ma manterranno il potere. E questo giustificherà tutti gli accordi futuri. Ci racconteranno di oggettive difficoltà e faranno gli affari loro. E noi penseremo che loro sono una grande democrazia. Anzi LA democrazia. E continueremo a dar loro una mano quando gli pungerà vaghezza di esportarla. Sulla punta delle baionette ovviamente.

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