Antipatia non idiopatica

alessandra-moretti Scusate, ma devo sputare il rospo: mi sta antipatica l’onorevole Alessandra Moretti del PD. Oddio, non che io non ci dorma la notte, né che sia così invidiosa della sua bellezza, che è francamente inequivocabile, da essermi procurata l’ottundimento del sensorio, ma credo che qualcun’altra o qualcun altro, che dovrebbe valutare unicamente l’aspetto intellettuale, possa  condividere con me alcune motivazioni. Certamente lei e altre deputate del  partito sono state offese nella loro dignità da dichiarazioni di oppositori che. usando parole pesanti, insinuavano sulle loro veloci carriere politiche, attribuendole a  meriti sessuali. 

Ma c’era bisogno di riferire per filo e per segno a Otto e mezzo, dalla Gruber, appunto alle otto e mezzo di sera, le  offese che le erano state rivolte? Immagino che l’onorevole Alessandra, per proteggere i suoi bambini, abbia consigliato i nonni, premurosi custodi dei pargoli, dopo la separazione dal marito e la nomina al Parlamento, di non far vedere ai piccoli quella trasmissione. Sennò sarei curiosa di conoscere la spiegazione  fornita dall’amorevole mamma sul vocabolo riferito in tv, che stava a significare, tanto  per capirci, la prestazione della Lewinsky all’ex Presidente  Clinton, sotto il tavolo ovale della Casa Bianca.

Se almeno fosse andata sul generico, l’onorevole Moretti avrebbe potuto dire che i tavoli  hanno bisogno di lavori di falegnameria, perciò talvolta è necessario infilarcisi sotto. Tutte ipocrisie, direte, poi non stupiamoci se i bambini a otto anni, a suon di immagini spinte e di parole,  pretenderanno molto più di qualche bacino dalle loro coetanee. Quanto a chiarezza espositiva, forse per carenza di contenuti, a mio parere, non si può dire lo stesso circa i temi politici ed economici che la nostra affronta nell’ aula di Montecitorio e davanti ai telespettatori. Tralasciando l’argomentazione del presunto tradimento politico, perpetrato ai danni del suo mentore Bersani – le corna sono frequenti in amore, figuriamoci in politica – mi sembra che la signora usi con una certa sicumera un linguaggio politichese di passata memoria, sempre accompagnata dalla penna professorale. A questo punto qualcuno imputerà la mia antipatia ad una mancata condivisione politica. Allora, per chiuderla qui, affermo che Alessia Mosca, oltre che bella, mi sembra più preparata e Paola De Micheli,  simpatica e semplice nei modi, pure.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.