Angelino ha preso il largo

20040817_daily2_bSarà per il nome, ma Alfano fa sinceramente tenerezza, particolarmente  nel suo primo discorso da leader del Nuovo Centro Destra, nome che richiama più una pizzeria di un partito, con quell’appello alla nuova gestione. Ricorda che da giovane ha frequentato un corso di vela e che si può navigare con tutti i venti, di poppa, di bolina e di traverso. Vecchia, cara, indimenticata DC: mi faccio concavo, convesso e pure rotondo, però manca la barca e ognuno deve portare il suo pezzo di legno: un chiodo, un ritaglio di vela.

Speriamo che abbiano capito che devono portare, non rubare. Un discorso democristiano, con quel riferimento al territorio, alle segreterie aperte a tutti, alle visite nei mercati, alle presenze a funerali, sempre più numerosi, matrimoni, sempre meno e battesimi, pochi. Soprattutto al grido “viva la meritocrazia” di chi ha i voti, le gloriose preferenze. Ebbene, questo discorso retrò, ci è parso vintage, in un’epoca di uomini della Provvidenza, di twittatori compulsivi, di arene virtuali e soprattutto di rimbambimento televisivo, sì, lo confessiamo ci manca la discussione al bar, la finta rissa tra una partita a  bocce e l’altra, anche perché se il mondo va su Linkedin, l’Italia ritorna povera e frugale.

In questo suo essere antico, Angelino è più focalizzato di Casini e Mauro, che cercano di essere nuovi e al massimo sono liftati. Cosi Alfano, il delfino, è uscito dalla gabbia e si è diretto in mare, ma di bolina, per restare vicino al vecchio re Lear, perché anche se declinante, l’eredità è ancora cospicua e quei numeri possono ancora consentire la vittoria, magari a scapito dell’ambizioso sindaco di Firenze. Per ora è solo un sogno, ma Angelino è paziente e ricorda Forlani, detto il coniglio mannaro. Questa razza di conigli è in grado di azzannare anche i pitoni, figurarsi le pitonesse.

 

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