Anche ai rossi piace il nero

arton22750 Premesso che d’ indagini fiscali si tratta e non di reati accertati, premesso che a differenza della sinistra pre-renzista, siamo garantisti e non moralisti, non può non stupire lo spaccato che emerge da tre filoni d’ indagini fiscali: la lista Falciani, le polizze esterovestite del Credit Suisse e le dichiarazioni di Soria, direttore del premio Grinzane, largamente foraggiato dal pubblico e dominato da esponenti Pd, ad iniziare dallo stesso Soria. Dai tre filoni emergono nomi dell’aristocrazia moral-giustizialista, ne metteremo in fila solo alcuni, per non annoiare i lettori. Gino Paoli, ex deputato Pd, grande cantante, è accusato di aver portato in Svizzera 2,5 milioni di euro, si dice frutto anche dei compensi in nero delle comparsate ai festival dell’Unità, Lui si proclama innocente e il suo avvocato dice che i soldi li voleva portare in Italia. Esilarante! Come ci erano finiti in Svizzera? Grillo dice che Gino è un uomo d’onore e perciò è innocente, è possibile, ma il Savonarola genovese ha perso un’altra occasione per tacere. Nella lista Falciani troviamo Stefania Sandrelli, ex moglie di Paoli, lei non dà spiegazioni, né Grillo garantisce. Poi abbiamo il deputato Pd, Genovese, recentemente arrestato per altre vicende: è presente nella lista Falciani con 10 milioni e nelle polizze del Credit Suisse con altri 10, insomma, non bruscolini, come quei miseri 6000 euro del padre del povero Civati. Meglio posizionato è Davide Serra, il maggior finanziatore della Leopolda, ma vive all’estero e quindi fa quello che vuole, compreso venire in Italia per finanziare Renzi e dirgli cosa deve fare, potrebbe consigliarli pure una patrimoniale, tanto non la pagherebbe. Davide non ha portato all’estero i soldi, ma tutta l’attività, chissà se dopo il Jobs Act rientrerà, poi abbiamo Renato Mannheimer, sondaggista principe, ex dirigente di potere operaio, ex consorte della deputata Pd,Pollastrini e un tal Pessina,costruttore romano che voleva comprare l’Unità, il suo conto è di poche migliaia di euro, ma il suo nome era circolato anche come frequentatore del Liechtenstein e S Marino, un globe trotter dei paradisi fiscali, sempre che quanto scrivono i giornali, sia vero. Ci sarebbe poi la storia del premio Grinzane ,finanziato anche dalla regione Piemonte. Il direttore Soria, condannato nei primi gradi a svariati anni di carcere, vuota il sacco alla “Zanzara”:regali costosi alla Bresso, oggi europarlamentare del Pd, due versamenti da 25000 euro a Chiamparino, presidente della Regione Piemonte, beni di conforto al deputato regionale Oliva, all’ex deputato Pd, Vernetti e pagamenti in nero al gotha dell’intelligentia progressista: Isabella Ferrari, Michele Placido, Stefania Sandrelli , ancora lei. Può darsi che Soria deliri, ma invece di fare intemerate, sarebbe bene che a sinistra dessero risposte, anche perché probabilmente verranno fuori altri nomi. Sarebbe pretendere troppo?

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