Amnesty di parte

AmnestyCome si fa ad affermare, senza vergognarsi, che le truppe israeliane nel conflitto in Libano avrebbero commesso crimini di guerra, attraverso attacchi indiscriminati e sproporzionati?

Come si fa ad essere così faziosi da ignorare che i veri crimini di guerra sono stati commessi dai terroristi Hezbollah che, prima dell’inizio e durante il conflitto, hanno lanciato quattromila razzi sulle popolazioni civili inermi di Israele e rapito e ucciso soldati israeliani?

Bisognerebbe chiederlo ad Amnesty International, nota come organizzazione per i diritti umani, che, secondo quanto è apparso sulla stampa, avrebbe accusato Israele di aver “ portato avanti una politica di deliberata distruzione delle infrastrutture civili libanesi”.

Per Amnesty non sono convincenti le spiegazioni del Governo israeliano secondo le quali sarebbero state prese di mira solo le postazioni di Hezbollah e le sue strutture di appoggio, mentre il danneggiamento causato alle infrastrutture civili libanesi sarebbe stato il risultato della strategia di Hezbollah di usare la popolazione come scudo umano. E’ ovvio!

Per Ammnesty sono più convincenti le spiegazioni di Hezbollah, considerata dal Parlamento europeo una organizzazione terroristica (risoluzione del 10 marzo 2005), e quelle di un Governo Libanese, che per anni ha subito passivamente l’occupazione militare dalla Siria filo Hezbollah, che per decenni ha “tollerato” l’esistenza di uno Stato nello Stato, quello Hezbollah, nel sud del suo territorio, e che ha fra i suoi ministri importanti esponenti di Hezbollah. Sarà un caso, ma nell’eco delle parole usate da Amnesty riscontro una singolare assonanza con le dichiarazioni fatte da diversi esponenti italiani dell’estrema sinistra. Amnesty ha sostenuto, in un suo rapporto, che Israele avrebbe attuato una politica di deliberata distruzione delle infrastrutture civili libanesi.

Queste gravi dichiarazioni sono però prive di ogni riscontro oggettivo: sarebbero infatti supportate solo da informazioni raccolte sul campo in occasione di una missione condotta in Israele e in Libano da responsabili di Amnesty. Queste informazioni, che si potrebbero anche tradurre in illazioni, sono state ricavate attraverso interviste ad anonime persone classificate come “decine di vittime, funzionari dell’ONU, ufficiali dell’esercito israeliano e funzionari del governo libanese”. Nessun nome e cognome, nessun riferimento a fatti oggettivi dunque: davvero poco per sostenere tesi così violentemente ostili ad Israele.

Solo gli effetti prodotti dalle armi israeliane, peraltro usate per difendersi, interessano Amnesty?

Le armi Haezboolah, fornite da Iran e Siria allo scopo dichiarato di distruggere Israele, e le conseguenze da esse prodotte nei territori israeliani evidentemente, non interessano questi paladini dei diritti umani a senso unico.

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