Alla salute!

bu-5-besini-alisveris-listenize-ekleyin--476081Se ce l’avete brindate, perchè se dovete curarvi, son dolori. Piccolo esempio.

Alla mia età, ogni anno vado in manutenzione e quindi, esami.

Primo capitolo: telefono al medico che mi dà appuntamento per il giorno dopo, miracolo!

Secondo capitolo: vado all’ospedale per prenotarli, sedici giorni di attesa.

Terzo capitolo: devo presentarmi all’ospedale alle 7,20 del mattino, arrivo un po’ prima (alle 7) con i ticket pagati (se no si allunga il brodo), e mi trovo davanti un centinaio di persone in fila.

In fila per cosa? Per ricevere un numero, con cui andare ad uno sportello, per pagare 85 centesimi se voglio gli esami a casa e per avere un foglio con le etichette ottiche adesive da mettere sulle provette.

Quarto capitolo: sbroglio tutto entro le nove.

Soddisfatto? No. Perché il mio medico non può accedere all’agenda degli esami e trovarmi lui una data?

Perché il mio medico non mi stampa le etichette ottiche? Perché io non ho un appuntamento in cui attendo quindici minuti al massimo?

E soprattutto, perché i prelievi più banali (sangue e urine) non me li fa il mio medico (o un’ infermiera addetta) che poi inoltra tutto ad un laboratorio di analisi? (ve lo chiedo perché in altri, molti, paesi europei funziona così).

Perché io devo pagare:

– il signore che mi ha dato il biglietto di prenotazione,

– la cassiera dell’ospedale a cui ho pagato il ticket,

– la guardia giurata che teneva in “ordine” la fila,

– la signora che ha ritirato l’urina e mi ha incollato le etichette sulle provette per poi consegnarmele?

Perché se non sono un pensionato, e quindi non ho – teoricamente – niente da fare, devo perdere almeno un paio di ore di lavoro, se ancora ce l’ho, e non posso andarci nella pausa pranzo o la mattina alle cinque, prima di andare a lavorare?

E non raccontatemi che è colpa dell’urina, che ci sarebbero mille sistemi intelligenti, per fare in modo che il prelievo, o meglio la consegna, fossero adeguati.

Perché tutte le persone che non svolgono un servizio, ma sono al servizio del servizio, sono soldi in più di tasse o servizi in meno in questo caso quattro persone, che contando giorni di lavoro, ferie e malattie, non costano meno di duecentocinquantamila euro l’anno. Mettere a posto queste cose sono quisquiglie (direbbe Totò); vero, e allora che qualcuno le metta a posto. Ma qui comincia il balletto del “non è di mia copmpetenza”, “sono impegnato in problemi ben più importanti”, ecc…

Eppure se si facesse un elenco (comunale, regionale, nazionale –non provinciale, perché con l’avvento delle regioni le province, costituzionalmente, sarebbero dovute sparire), si troverebbe chi se ne deve far carico ed entro quanto. Ma finchè si trova il fesso che paga il conto a lor signori chi glielo fa fare?

A proposito in questo momento in cui la politica sembra pronta a far chiarezza sulle prebende sarebbe troppa grazia avere l’elenco di tutti i collaboratori esterni della politica medesima (vedi alla voce consulenze e consulenti)?

Molti lo avevano promesso, ma poi io non ho visto niente. Che mi sia distratto?

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.