Aiuto! Dateci un partito votabile

images26 1C’è da essere disperati, gli Italiani non sanno per chi votare, come ci ha dimostrato l’ultimo turno delle amministrative, al quale si è presentata meno della metà degli elettori.

Il risultato è che il Pd ha vinto tutto, l’unico partito che ancora conserva un minimo di organizzazione e uno zoccolo di elettori che votano sulla base dell’appartenenza.

Comunque tutti tranquilli: gli ex comunisti non mangiano più i bambini, anche perché sono sempre meno e non abbeverano neppure i cavalli in Piazza San Pietro, ormai viaggiano in auto blu, essendo governanti, banchieri, boiardi di Stato, manager rampanti, finanzieri d’assalto, insomma, tutto meno che rivoluzionari.

Se avessero un’idea comune sul come governare il Paese, anche se solo avessero un’idea, ci andrebbe bene un monocolore, dai Comuni fino al governo, cosa che peraltro già esiste. Il punto è che alle politiche gli elettori si risvegliano e negano al Pd la maggioranza, dividendosi tra Berlusconi e Grillo e la situazione rischia la paralisi, o come ora ci regala un governo degli annunci.

Solo che il Paese sta morendo con una decrescita di 2,5% del Pil, un calo consistente dei consumi, dovuto al calo del potere d’acquisto delle famiglie.

L’unica cosa che cresce a due cifre è la disoccupazione.

La ricetta è semplice e drastica: tagliare le spese dello Stato, i salari d’oro e le pensioni eccessive, rispetto al versato. Semplice, ma inattuabile da parte di una classe dirigente che quei salari e quelle pensioni percepisce. Non si può chiedere ai tacchini di anticipare il Natale, non c’è possibilità di cambiamento senza nuovi protagonisti e non ci saranno nuovi protagonisti senza nuovi partiti.

A sinistra guardano a Renzi, ottima idea, ma come può cambiare con alle spalle il Pd, ultimo sopravvissuto della prima Repubblica, a destra con le condanne di Berlusconi, avremo il deserto, tanti nanetti non fanno un Gulliver.

La lega è morta e Grillo verrà distrutto dalla pochezza dei suoi eletti, gente che quando si è presentata al voto ha preso venti preferenze, o come l’ultima ribelle, zero. Siamo alla follia senza metodo.

Costruire una casa nuova non è facile, prima bisogna attendere che la vecchia crolli, ogni restauro è impossibile, se le mura sono fradice.

Non resta che attendere il Big Bang, che non sarà quello di Renzi, se il buongiorno si vede dal mattino, uno che si fa finanziare da Romeo, imprenditore condannato a tre anni e che vive di appalti pubblici, si è alzato con il piede sbagliato.

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