5 Stelle. La stretta sulle modelle

Non si può dire che i deputati del Movimento 5 Stelle non si impegnino. Vedi l’ecotassa, che rischia di far fuggire cinque miliardi di investimenti Fiat, vedi la stampa dei sei milioni di card fantasma per il reddito di cittadinanza, il no alla Tav di Torino, battaglie in cui ha brillato la stellina di Laura Castelli, assurta a vice ministro dell’economia con una laurea triennale. Ora questo non vuol dire nulla: si può essere geni anche senza laurea e bischeri con due, però ci chiediamo se tra i 28000 laureati che hanno lasciato anche quest’anno l’Italia, ci siano molte triennali di economia e nessuno temiamo verrà chiamato a reggere le sorti economiche di uno dei paesi più industrializzati. Però la Castelli è stata eletta, anche se scelta da pochi like su di una piattaforma e qualche merito lo avrà, di certo in assenza di curriculum, non le mancano intraprendenza e fantasia. Fantasia che dilaga nel Movimento che ha presentato un disegno di legge( fonte Ansa), per una stretta sulle modelle troppo magre, un ossimoro, se sono magrissime perché vuoi stringerle ancora? Meglio sarebbe stato un incentivo a quelle formose, un’inversione dell’ecotassa, incentivi alle cilindrate maggiori e tasse sulle minori. A parte gli scherzi, il disegno di legge prevede che non si possano far sfilare modelle con massa corporea sotto 18,5, i trasgressori saranno puniti con multe da 50 a 100.000 euro e sei mesi di carcere, deve essere inoltre garantita l’assistenza psicologica alle sfilate. Inoltre si prevede che le modelle, ma la legge vale anche per i maschi, tra 16 e 18 anni non possano lavorare tra le 22 e le 6 del mattino e comunque devono essere accompagnate da un tutore e aver assolto agli obblighi scolastici. Che dire, una legge che trasuda buon senso, ma che se ci lascia soddisfatti perché avremo modelle più in carne, siamo come il Movimento per politiche espansive, perché accettare una dieta al 2% del Pil quando puoi avere una manovra al al 2,4%, il 3% proposto da Salvini, in tempi remoti, comportava oggettivamente il rischio obesità. Se ne accorgeranno i francesi col loro 3,4%, ci lascia pure qualche interrogativo. Non sarà incostituzionale per violazione dell’articolo 3, visto che prevede l’assistenza psicologica solo sulle passerelle e non nelle scuole, dove gli insegnanti pur quasi tutti con massa corporea superiore all’1,8, sono oggettivamente più stressati. O le infermiere negli ospedali, che fanno pure i turni notturni e feriali? Che dire poi dei molti adolescenti che violano l’obbligo scolastico, andando per strada e svolgendo attività come il furto e lo spaccio? E di notte è facile trovarli in discoteche dove circola di tutto e spesso senza tutore e pure il tutore non basta, come abbiamo visto a Corinaldo. Questa legge sulle modelle è certo un segno del cambiamento, ma lo confessiamo: pensavamo a cose più di sostanza, almeno da laurea quinquennale.

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