5 Stelle, la Raggi si arrende

raggiChe il sistema non voglia i 5 Stelle al potere è evidente, anche a chi,come me, non è grillino, basta guardare come i giornali che dal potere dipendono, la quasi totalità, hanno trattato l’arresto di Marra a Roma e l’avviso di garanzia al sindaco di Milano, Sala. Cinque pagine per la Raggi, non indagata, una, quasi affettuosa, per il Sala. Ora la magistratura vuole passare al setaccio le nomine fatte dalla Raggi in cinque mesi, quando ha chiuso gli occhi su trent’anni di malefatte della sinistra e della destra. Odevaine, condannato per mafia Capitale, era stato segretario di Veltroni e Marra lo aveva portato , credo, Alemanno, dovremmo pretendere l’invio di un avviso postumo? La caccia alle pagliuzze grilline, da parte degli uomini della trave nell’occhio, è forsennata, ma non inattesa e continuerà, anche se non avrà successo, perché il potere che si difende non è forte, ma solo marcio, per questa ragione neppure la caduta della Raggi, farà sparire il movimento grillino. Detto questo, non si può nascondere che il movimento è inadeguato alle nuove responsabilità, percorso da lotte personali più del Pd, guidato da regole opinabili, a Roma bisognava candidare un pezzo forte e pazienza se era deputato, anziché una sorta di Alessandra Moretti, capace di mescolare ingenuità, supponenza e inesperienza. Sbagliare la selezione della classe dirigente è un errore che non ti puoi permettere, se vuoi governare e che si siano sbagliate molte scelte è testimoniato dal numero di parlamentari espulsi o usciti dal movimento. Poi gli eletti vengono scelti dalla rete e gli assessori tra esterni al movimento, è evidente che le letture delle situazioni non sono le stesse. La cosa che più mi colpisce non sono gli errori o gli avvisi, i partiti tradizionali sono messi molto peggio, ma lo scarso spirito di comunità del movimento grillino, questi litigano non per dividere la torta, ma ancor prima di averla. Anche a loro, come al Pd, sarebbe necessario un serio congresso per parlare dei problemi veri del Paese e per declinarne le soluzioni, del resto li vedi anche in periferia: prendono i voti poi si dissolvono, salvo agitare la questione morale, che serve, ma non basta a far ripartire il Paese. Se sei per l’euro o per la lira,  lo devi dire, non puoi scaricare la decisione sugli italiani con un referendum consultivo. I grillini hanno come Renzi beneficiato della crisi della destra italiana e sono stati un argine all’avanzare della destra più populista e xenofoba, ma se non si decideranno a diventare seri, la destra tornerà, neppure la sua crisi sarà infinita e se pure non combinasse nulla, saranno gli elettori a tirarla fuori dall’armadio, come successo alle regionali in Liguria. Né basta un leader giovane come Di Maio, con esperienza e curriculum a zero, per dire che si cambia verso, abbiamo già bevuto questa medicina con Renzi e stiamo un po’ peggio di prima. Il Pd, che accusa i grillini dovrebbe preoccuparsi prima di dare risposte sui fallimenti di banca Etruria ed Mps, dei lavoratori e risparmiatori lasciati a piedi dai fallimenti delle grandi cooperative rosse, di cui nessuno parla, ma non è accettabile neppure che si vada al governo di Roma, come se si andasse al governo di un comune di mille abitanti, anche la superficialità può fare grandi danni.

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