I veri motivi per cui la crisi non finira’ mai – Valerio Malvezzi

VM_187_00 PERCHE’ INGANNANO FACILMENTE LA GENTE?
Da anni, ogni anno, come nella canzone del grande Lucio Dalla, si racconta che andra’ meglio.

“Ma la televisione ha detto che il nuovo anno
portera’ una trasformazione
e tutti quanti stiamo gia’ aspettando
sara’ tre volte Natale e festa tutto il giorno,
ogni Cristo scendera’ dalla croce
anche gli uccelli faranno ritorno.”

Gia’ che ci sono, raccontano che ci sara’ da mangiare e luce tutto l’anno, anche i muti potranno parlare, mentre i sordi gia’ lo fanno.
E tutti a crederci. Da anni.

Ma come e’ possibile? – mi sono chiesto.

Poi, ho letto della ricerca Mc Graw Hill e di Banca Mondiale, che dice quale e’ il livello di conoscenza finanziaria del nostro Paese. Dietro a quali Paesi si colloca la cultura economica italiana, a livello mondiale?

Dietro a questi.

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Kenya, Togo, Botswana, Madagascar.

Non e’ uno scherzo, e’ una ricerca Mc Graw Hill e Banca Mondiale.

Ora, passi per il Kenya, ma e’ facile far credere le piu’ grandi sciocchezze a una popolazione che e’ meno preparata, in materia finanziaria, di quella del Togo o del Botswana. Ma siamo sicuri che si siano spiegate le cose in modo chiaro agli italiani?

E allora, anche se molti mi criticano per il mio linguaggio semplice, io ritengo che, se si dicono le cose in modo chiaro, la gente capisce.
Oh, se capisce.

 

L’ANNO CHE VERRA’
E allora, partiamo dalle cose piu’ semplici.
Partiamo dalla fine della crisi, annunciata piu’ volte dal governo. Ora, al di la’ delle parole dei politici, sarai d’accordo con me – che ho un’origine contadina – che in economia contano i fatti.

Quando finisce una crisi?

Quando le cose vanno bene.

Ora, pensa al bilancio della tua famiglia. Le cose vanno bene quando aumentano le entrate o si riducono le spese, meglio ancora se succedono entrambe le cose insieme.
E allora, da anni ti dicono che sara’ tre volte Natale e si ridurra’ la spesa pubblica. Questo perche’ si combattono gli sprechi, si tagliano le province, si fanno lavorare i fannulloni e via discorrendo.

Bene, vediamo la riduzione della spesa pubblica.

Ma, dato che le mie opinioni potrebbero essere di parte, prendero’ i dati certamente piu’ favorevoli al Governo.
E allora, quali dati prendo?

Quelli dati dal Governo.

Si chiama DEF (Documento di Economia e Finanza) e dice le previsioni del Governo sulla politica economica del Paese nei prossimi anni.

Nel seguito, vedrai quanto il Governo prevede di risparmiare nella spesa cosiddetta corrente; diciamolo in modo semplice, per i non addetti ai lavori.

La spesa corrente e’ quanto serve a far funzionare la macchina pubblica, quindi sostanzialmente i contratti di servizi esterni e soprattutto la voce di spesa primaria, quella per cui tu e io paghiamo le tasse: gli stipendi dei dipendenti della pubblica amministrazione.

Allora, vediamo insieme gli effetti della meravigliosa riduzione della spesa pubblica.

Ci aspettiamo quindi una bella linea all’ingiu’.

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Minchia, che bel risparmio!

Ora, ti voglio far vedere un’altra cosa. Il futuro di una famiglia, di un’azienda, di un Paese, dipende da cosa?

Dai suoi investimenti.

Se non investi, non hai futuro.

 

In termini semplici e chiari a tutti, se il contadino non semina il seme di grano, non raccogliera’ le spighe.

E allora, se un Governo mi racconta che ci sara’ un futuro, di sicuro quel governo sta aumentando gli investimenti, cioe’ le spese che servono a crearlo, quel futuro.

Quindi, mi aspetto una linea che cresce negli investimenti pubblici.

Eccola.

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Minchia, che bella crescita negli investimenti!

Infine, da tempo scrivo che bisogna rilanciare la spesa pubblica, e quando scrivo quello intendo dire gli investimenti.

Ora, una azienda sana ha un rapporto tra spesa corrente (tra cui il personale) e spesa per investimenti abbastanza equilibrato. Significa che, se l’Italia vuole avere un futuro, deve avere una spesa corrente bassa e una spesa per investimenti alta, o comunque le due barre dovrebbero essere sostanzialmente in equilibrio.

Cosi’ non fosse, e cioe’ se avessimo, paradossalmente, uno Stato con una barra (quella delle spese correnti) nettamente superiore alla spesa per investimenti, vorrebbe dire che i cittadini italiani pagano sostanzialmente le tasse non per avere un futuro – come sarebbe logico aspettarsi – ma per dar da mangiare alla macchina enorme della pubblica amministrazione.

Sicche’, quando sento politici ignoranti che parlano di lotta allo spreco della pubblica amministrazione, io dico: benissimo, ma avete una idea dei numeri.

Sapete quanto e’ il peso della spesa per stipendi e mantenimento della macchina dello stato rispetto alla spesa per avere un futuro, cioe’ degli investimenti?

Se nei grafici precedenti ti ho fatto vedere il trend, cioe’ la direzione, facendoti chiaramente capire dove stiamo andando, ora ti faccio vedere il peso, cioe’ quanto pesano in termini relativi tra loro i due grafici precedenti.

Quanto pesano gli investimenti (barra rossa) rispetto alle spese correnti della pubblica amministrazione (barra blu)? La barra rossa sono il futuro, il blu e’ il peso sulle nostre spalle per avere uno straccio di futuro.

Eccolo.

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Minchia, e noi sosteniamo tutto quello spreco per fare investimenti cosi’ ridicoli?

Bene, forse per la prima volta tante persone hanno una idea numerica e precisa di cosa sia il bilancio dello Stato italiano, in parole povere.

Semplicemente, tu stai pagando le tasse per mantenere una pubblica amministrazione gigantesca, che ha un costo di bilancio enorme, per produrre degli investimenti, cioe’ il futuro di questo Paese, che sono piccolissimi rispetto alle spese correnti.

Ora, e’ chiaro anche a un bambino che gli sprechi, cioe’ quello che si deve tagliare, sta nella barra blu (le spese correnti).

Dal momento che, ovviamente, il Governo mai mettera’ mano alla voce principale che si chiama personale, ecco che taglia solo dove non si dovrebbe tagliare, la barra blu (gli investimenti per il futuro).

Insomma, abbiamo foraggiato con le nostre tasse un elefante per partorire un topolino.

Solo che, nelle previsioni del governo, l’elefante crescera’ e il topolino sara’ sempre piu’ piccolo.

 

L’ELEFANTE CRESCERA’
Ovviamente, nella canzone del Governo sara’ festa tutto il giorno e si riducono le tasse.

E invece, no.

Gia’ ho documentato, in precedenti articoli, che la pressione fiscale del 2015 e’ salita.

E in futuro?

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Le imposte dirette avranno, secondo le elaborazioni di Centro Studi Unimpresa sui dati del Documento di Economia e Finanza del Governo, una crescita di quasi il 5%, mentre quelle indirette (tra cui l’IVA) aumenteranno di oltre il 13% nel periodo tra il 2015 e il 2019.

Non lo dico io, lo dice la fonte piu’ autorevole: il Governo italiano.

Il lettore attento osservera’ che la pressione fiscale rimane pressoche’ invariata, attorno al 43% (e comunque non si riduce affatto, a differenza dei proclami politici).

Il punto e’ che quella e’ la pressione nominale, che e’ ben diversa da quella reale.

Quella reale e’ questa qui:

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Siamo i primi almeno in una cosa, in Europa: nella pressione fiscale sulle piccole e medie imprese.

Oltre il 68%, secondo le elaborazioni Price Waterhouse & Coopers.

Insomma, lo dico agli imprenditori che ancora credono alle favole degli elefanti che volano e dei topolini.

Gli elefanti (la spesa pubblica della burocrazia italiana) non fara’ volare gli investimenti (il topolino), quindi le tasse non scenderanno affatto.

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L’elefante burocrazia porta a spasso l’investimento pubblico

Non funziona cosi’ l’economia, quindi non state ad ascoltare piu’ il pifferaio magico.

Da: www.winthebank.com

 

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