USA la spina verrà staccata – GEAB n. 71

GEAB1-300x178L’ANALISI Ultima tappa della crisi sistemica globale, un estratto del report GEAB n. 71

USA tra marzo e giugno 2013, la spina verrà staccata al malato del mondo.

LEAP/E2020 – Una visione “fuori dal coro” nell’imperante ottimismo dei gestori internazionali

 

Secondo l’ultimo bollettino pubblico, elaborato dal team internazionale di anticipazione economico-politica LEAP/E2020 e consultabile al sito www.leap2020.eu, il 2013 rappresenterà l’anno primo del “mondo del domani”, in quanto vi sarà un processo di “depurazione” dei conti statunitensi e globali. Un anno in cui tutti i giocatori saranno propensi a fare questo passo, anche se con conseguenze difficili da prevedere, in quanto per poter dare una soluzione definitiva alla crisi globale diverrà inevitabile il cedimento strutturale degli USA. 

ULTIMO ATTO DELLA CRISI

Secondo LEAP, gli ultimi quattro anni sono stati un lungo periodo di decantazione, nel quale tutti i protagonisti della crisi hanno lavorato per un obiettivo comune, guadagnare tempo. Da una parte gli USA, hanno fatto ogni sforzo sia per evitare la comparsa di soluzioni alternative al dollaro (nonostante la situazione catastrofica di tutti i suoi fondamenti sistemici), sia per impedire ai suoi creditori di abbandonarla (discredito sulle altre valute, tra cui ora anche lo Yen, contrasto alla disconnessione del petrolio dal dollaro, ecc.). Dall’altra, il resto del mondo ha continuato ad assistere gli Stati Uniti, per evitarne un crollo improvviso, costruendo allo stesso tempo delle alternative e delle soluzioni allo smembramento che giungerà alla fine di questo lungo periodo di apparente “anestesia” del sistema.

STATI UNITI

Il team di analisi, ritiene che a causa delle notevoli tensioni indotte dal prossimo innalzamento del “tetto del debito” statunitense (marzo 2013), vi sarà la scomparsa degli ultimi acquirenti di T-Bonds americani. Una dipartita che la Fed non sarà più in grado di compensare, con il conseguente aumento dei tassi d’interesse. E ciò spingerà l’indebitamento americano a livelli astronomici, non lasciando alcuna speranza ai creditori di poter essere rimborsati. Ed i creditori allora preferiranno gettare la spugna e lasciare che il dollaro crolli, avviando così la prima “genuina” soluzione, seppur dolorosa, per l’indebitamento degli Stati Uniti.

NON E’ FIDUCIA

Dal 2009 e dalle misure temporanee per salvare l’economia globale, il mondo sta aspettando il famoso “double-dip”, perché la situazione negli USA continua a peggiorare. Il debito pubblico incredibilmente alto, la forte disoccupazione, la paralisi politica, la perdita d’influenza ecc. non hanno ancora innescato questo evento, perché eluso dalle “misure eccezionali” di assistenza all’economia ancora in vigore (bassi tassi d’interesse, spesa pubblica, riacquisto del debito…). Seppur il mondo sembra essersi adattato al fatto che il debito di questo paese continui a crescere e che stia andando inevitabilmente verso il default, fa in modo che esso continui a stare in piedi e ciò appare evidente dalla poca pressione internazionale per una riduzione del deficit americano oltre che dalla fiducia che i mercati sembrano ancora mostrargli, contrariamente a tutte le aspettative ed a qualsiasi giudizio obiettivo e razionale. Secondo LEAP2020, in realtà non bisogna lasciarsi ingannare da una situazione che non può durare all’infinito, in quanto il principale problema per l’economia mondiale è realmente costituito dagli Stati Uniti e dal dollaro, ed il sistema non si starebbe basando sulla fiducia ma sul mero calcolo del momento migliore per districarsi e sui mezzi per potersi arrangiare fino ad allora.

FINE DELL’INDULGENZA

Secondo tali analisti, i vari players stanno cercando di comprare tempo per differenti fini. Per i mercati, è l’ottenere il massimo beneficio dalla Fed e dal Governo americano al fine di fare soldi facili, mentre per gli altri paesi è di estrarre il massimo per le loro economie da quella a stelle e strisce, così da potersi meglio tutelare al momento dello choc. Sarebbe dunque il caso di Eurolandia che fa di tutto per rafforzarsi e della Cina che approfitta della situazione per investire i suoi dollari nelle infrastrutture degli altri paesi, al fine di meglio impiegare la valuta detenuta prima che questa crolli. Tale periodo di complice indulgenza volgerà al termine a causa di pressioni molto intense (interne ed economico-finanziarie).

altTENSIONI INTERNE

Da un lato, la battaglia politica interna sta minacciando il castello di carte e questo nonostante Obama sembri attraversare un periodo politico di “grazia” di fronte ai repubblicani apparentemente sottomessi. La battaglia però riprenderà più violenta che mai a partire da marzo e seppur vero che i repubblicani saranno obbligati a votare l’aumento del “tetto del debito”, essi però faranno pagar caro questa “capitolazione”, ed ogni minimo intoppo politico potrà rivelarsi fatale.

TENSIONI FINANZIARIE

Dall’altro lato, ed al momento opportuno, i mercati internazionali sfiduceranno l’economia degli Stati Uniti, in quanto le analisi più pessimistiche, ed i dubbi, stanno diventando sempre più forti dal tempo dell’uragano Sandy e soprattutto dopo l’episodio del “fiscal cliff”. Essendo i mercati azionari apolidi ed avendo il solo obiettivo di fare profitti, non sarà difficile vedere gli investitori ed i loro capitali, scivolare via come in un volo di uccelli verso altri cieli al minimo preavviso, seppur la finanza mondiale sia basata a New York.

ACCELERAZIONE

Se nel 2011, l’accordo sul “debt ceiling” ha tamponato la questione per 18 mesi, quello sul “fiscal cliff” ha rinviato il problema di soli due mesi e se il QE1 ha avuto effetti per un anno, il QE3 ne ha avuto solo per un paio di settimane, per questi analisti vi sarà, all’avanzare dei negoziati, una significativa accelerazione verso l’abisso, con il contestuale innervosimento dei vari player.

SFIDE GLOBALI

Nel bollettino sono riportati, oltre alla prova americana, le seguenti altre sfide globali: – il Giappone ed il Regno Unito, paesi-chiave della sfera d’influenza statunitense, dovranno lottare per la loro sopravvivenza in quanto si troveranno in recessione, con debiti insostenibili e con il risparmio delle famiglie alla deriva, senza alcuna prospettiva per una soluzione a breve termine – le potenze emergenti avranno difficoltà a gestire i tassi di inflazione, mentre alcune economie, come il Brasile, sono in procinto di rallentare – il Canada dovrà combattere con la deflazione e Cina ed Europa con le rispettive bolle immobiliari a cui sommare infine quelle geopolitiche, legate ai conflitti africani come l’intervento francese in Mali, le guerre ed i confronti indiretti fra i poteri medio orientali (Siria, Israele ed Iran) e le tensioni territoriali riguardo la Cina.

PER IL 2013

Il report GEAB, conclude che questi fattori arriveranno simultaneamente ed in modo esplosivo tra marzo e giungo 2013, in particolar modo al termine dei negoziati negli Stati Uniti sul “debt ceiling” e sul “fiscal cliff”. La minima scintilla accenderà il fuoco di una crisi sistemica globale che inizialmente produrrà un calo significativo nei mercati fino alla fine del 2013 e trascinerà l’economia mondiale in recessione. Ma poi, grazie al disaccoppiamento effettuato da altri paesi, non tutti saranno influenzati allo stesso modo e secondo questi analisti si presenteranno successivamente opportunità, in Asia, Europa ed America Latina, mentre i paesi più colpiti, insieme all’America, saranno quelli che fanno parte della sua sfera, soprattutto UK e Giappone e questi continueranno a lottare anche nel 2014, mentre le altre regioni, con i BRICS ed Eurolandia in testa, potranno finalmente vedere, in quel momento, la fine del tunnel.

AVVERTENZE

La presente analisi, non è una previsione su come e dove investire ma come ripubblicato in passato, vuol essere un supporto all’investitore che desidera valutare più opzioni, anche quelle “fuori dal coro”, in quanto i principali gestori internazionali si prodigano in queste prime settimane dell’anno, a divulgare presso i loro distributori, report di previsione per un 2013 in cui appare imperante una certa dose di ottimismo. Una visione quasi univoca che spesso raggiunge ed influenza inconsapevolmente i tanti risparmiatori che quotidianamente si rivolgo con fiducia al loro intermediario finanziario ma che poi senza la dovuta consapevolezza investiranno nei mercati. A volte perciò, pensare l’impensabile può essere d’aiuto per meglio ponderare le personali decisioni d’investimento, anche se questo potrà far apparire l’interlocutore come una Cassandra.

L’autore della rubrica – “Risparmio, i conti in tasca” pubblicata su www.lanuovaprimapagina.it , è a cura del nostro consulente RUBENS LIGABUE, professionista certificato EFA – European Financial Advisor, associato SIAT – Società Italiana Analisi Tecnica, iscritto all’Albo Unico Nazionale dei Promotori Finanziari.

Per domande e chiarimenti potete scrivere a: rubens.ligabue@gmail.com

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