Ubs, ecco perché l’oro è destinato a salire

In questa prima parte dell’anno l’oro non ha brillato, il contesto favorevole agli asset finanziari rischiosi ha tolto smalto al metallo giallo che ora tratta a 1.286,9 dollari l’oncia. “Ad aprile i prezzi dell’oro sono scesi ai minimi da quattro mesi, mentre il mercato azionario americano segnava nuovi record, la volatilità era a livelli minimi e il dollaro riprendeva forza. Tuttavia restiamo positivi sull’oro per i prossimi mesi”, dicono gli Ubs Global Wealth. In particolare gli esperti di Ubs Global Wealth vedono il prezzo dell’oro a 1,350 dollari l’oncia nei prossimi tre-sei mesi e a 1,400 dollari il prossimo anno.

Questo rialzo troverà la base nelle “incertezze commerciali tra Stati Uniti e Cina, all’atteggiamento cauto di una Federal Reserve che alzerà difficilmente i tassi d’interesse entro nel 2019 o nel 2020, e al fatto che il dollaro dovrebbe indebolirsi, oltre alle elezioni presidenziali che si terranno il prossimo anno”, concludono gli analisti. Quindi una maggiore incertezza politica risveglierà l’esigenza di beni rifugio.

Intanto dal punto di vista del rapporto tra domanda e offerta nel mercato l’analisi di Ubs Global Wealth ricorda che l’offerta è stata piatta nel primo trimestre dell’anno, in linea con quanto visto nello stesso periodo del 2018. Mentre la domanda è cresciuta anno su anno del 7%. A far crescere la domanda hanno contribuito soprattutto gli acquisti delle Banche Centrali e i maggiori flussi negli Etf.

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