Titoli industriali

lafargeSIEMENS 16.5x 3,4% Siemens è delle più grosse conglomerate al mondo, attiva nel comprato Energia, Industria e Healthcare. Recentemente, il gruppo ha ceduto a Nokia il 50% della joint venture in NSN (infrastrutture tlc) per 1.7 mld ed ha portato in Borsa tramite uno spin-off la Osram, attiva nell’illuminazione, con buone prospettive nel segmento LED. A sorpresa, a fine luglio c’è stata la sostituzione dell’amministratore delegato, che ha portato alla guida del gruppo Joe Kaeser, ex direttore finanziario, con lunga esperienza all’interno della società. Annunciato un piano di riduzione del 4% della forza lavoro globale per raggiungere l’obbiettivo di taglio dei costi. A nostro avviso, la storia di ristrutturazione del gruppo potrà acquistare nuovamente momentum nei prossimi mesi.

LAFARGE 18.1x 2,3% Multinazionale francese tra i maggiori player mondiali del settore Building Materials, che deriva circa un 70% dell’Ebitda da pesi emergenti. Il titolo quota a multipli interessanti a livello assoluto e a sconto sui principali competitor, rispetto ai quali presenta anche una generazione di cassa decisamente superiore. A livello di catalyst Lafarge ha un importante piano di dismissioni, che aiuterà a ridurre sensibilmente la leva finanziaria dell’azienda (debito netto/Ebitda da 3.4x nel 2012 a target di 1,6x nel 2015), e un piano di efficientamento da 1,75 mld in 3 anni (60% dell’Ebitda ’12). Numeri del 2Q leggermente peggiori di crescita della domanda di cemento da +1-4% a +0-3% nel 2013. Sia i risultati che l’outlook, comunque, erano ampiamente scantati dal mercato. Ceduti gli asset in Honduras per un Enterprise value di 435 mln di euro.

CNH INDUSTRIAL 11.3x 2,9% CNH Industrial è nata a fine settembre 2013 da una fusione tra il gruppo CNH e Fiat Industrial. Il gruppo è attivo nel comparto delle macchine agricole e dei macchinari per costruzioni (Case, New Holland) e nel settore dei veicoli industriali (Iveco). Alle valutazioni fondamentali si aggiunge l’appeal relativo ai benefici derivanti dalla recente fusione nell’ottica della semplificazione della catena di controllo, della riduzione dello sconto cui tratta rispetto ai principali concorrenti e di minori oneri finanziari. La società ha fornito guidance ’13 prossime alle attuali stime di consensus (ricavi +3/4%, margine operativo 7,5/8,3%, indebitamento industriale di 1.4/1.6 mld).

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