Tassa di successione, stangata sulle aliquote

Successione Continuano le novità fiscali previste per il 2015. Dopo la riforma del catasto e del consequenziale aumento di Imu e Tasi ed altre imposte sugli immobili, l’anno appena iniziato porterà modifiche sulla tassa  di successione.
L’imposta di successione e donazione è una tassa dovuta per il trasferimento della proprietà o di altri diritti nel caso di morte di un soggetto titolare dei beni stessi o nel caso di donazione volontaria. Oggetto di successione (o donazione) possono essere sia i beni immobili – che vengono valutati  mediante l’applicazione di determinati coefficienti alla rendita catastale – che i beni mobili, obbligazioni, crediti e denaro.
Le modifiche apportate alla tassa di successione sono presenti nella Legge di Stabilità del governo Renzi. Attualmente questa tassa è regolata in base a quattro aliquote che scattano a seconda dell’affinità tra gli eredi, più alcuni margini che proteggono, entro certe soglie, dalla riscossione dell’imposta. In particolare, i margini sono del  4 per cento per i parenti in linea retta del valore dell’eredità al di sopra del milione di euro; del 6 per cento per i fratelli e sorelle (con abbattimento del tetto a 100 mila euro) e dell’8 per cento se il patrimonio viene lasciato ad un estraneo. La franchigia – prevista dal governo Prodi nel 2006 – prevedeva inoltre un tetto di un milione di euro: al di sopra di questa cifra, l’eredità viene tassata.
Le modifiche in arrivo – legate anche alla riforma del catasto – prevedono invece un innalzamento della tassa di successione dal 4 al 5 per cento dell’aliquota in linea retta, e dal 6 all’8 per cento  per gli altri congiunti, mentre si parla di un 10 per cento di aliquota per tutti gli ereditari estranei.
Cambia anche la franchigia, che dovrebbe scendere dall’attuale milione per i parenti stretti ad un valore compreso tra 200 e 300mila euro e da 100mila a 30mila se si tratta di fratelli e sorelle.
Secondo il quotidiano Il Sole 24 Ore l’obiettivo di questa manovra è recuperare almeno un miliardo di euro per le casse dello Stato, alzando le aliquote e abbassando la franchigia.

 

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