Rischio, molto rischio e ‘risk asset’ negli outlook dei gestori

24012014b L’ANALISI Il 2014 sarà l’anno del ‘parco buoi’ e delle scelte stupide fatte da persone intelligenti

L’industria del risparmio vende una merce chiamata ottimismo per spronare all’investimento

I n questi giorni, tanti risparmiatori incontreranno i propri referenti per analizzare i risultati conseguiti nel 2013 ma ancor più per definire le strategie d’inve st imento in base ai cosiddetti outlook di mercato, ovvero in base alle previsioni elaborate degli uffici studi delle società di gestione a cui tanti risparmiatori hanno, per il tramite dei propri referenti bancari, affidato i loro risparmi. All’inizio di ogni nuovo anno fioccano sui tavoli dei nostri referenti per gli investimenti decine e decine di corposi elaborati in cui sono presentate le strategie di gestione da seguire nell’entrante annata, analisi che in genere presentano sempre una vena ottimistica e benevola all’inves timen to, un fatto a cui ogni investitore dovrebbe porre molta attenzione, a maggior ragione se il consenso appare univoco e mono direzionale.

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L’outlook ricorrente Il 2014 si presenta per molti operatori similare al 2013 per quanto riguarda il contesto generale macro-economico, ovvero una combinazione di bassi tassi di interesse, ancora bassa inflazione e modesta crescita economica, mentre dal punto di vista finanziario la cosa che appare più certa agli addetti ai lavori è la continuazione dell’effetto generato dalla famosa liquidità immessa dalle banche centrali nei mercati monetari ed indirettamente nei mercati finanziari, in particolar modo a favore di quelli azionari, come nell’anno appena concluso. Non stupirà perciò sentirsi dire che anche per il 2014 gli investimenti rischiosi continueranno a essere sostenuti dall’economia e dalla politica monetaria in quanto le banche centrali hanno ormai da tempo ridotto il focus sull’obiettivo della stabilità dei prezzi a favore di un ‘pom – pa g gio’degli asset finanziari, i cui effetti negli ultimi 12-18 mesi si sono riversati ben al di fuori dei porti sicuri, forzando gli investitori a risalire lungo la curva del rischio. Su tali presupposti nonmancheranno genericamente le seguenti indicazioni operative : 1. Sottopeso della liquidità 2. Sottopeso delle obbligaz ioni gover nat ive a medio/ lungo termine 3. Sottopeso – Neutralità verso paesi emergenti e materie prime 4. Neutralità – Sovrappeso per obbligazioni corporate & high yield 5. Sovrappeso dei mercati azionari sviluppati.

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Con l’inizio del 2014 vi è quindi la generale convinzione che il proseguimento della politica della Fed per mantenere i tassi brevi su livelli ultra- bassi, nonostante l’avv io del tapering, dovrebbe ulteriormente sostenere il potenziale di crescita delle risk asset class, un concetto spesso rafforzato dall’idea di politiche ben più accomodanti da parte della Bce (possibile taglio dei tassi e/o altro Ltro) e perduranti politiche espansive da parte della Bank o Japan. 2014 rewind del 2013? Il sentiment generale degli operatori è dunque quello di una prosecuzione per non dire ripetizione del 2013 in quanto le banche centrali forzano ad investire negli asset rischiosi ma naturalmente ciò ha senso solo in presenza di crescita ed utili societari sostenibili e può forse essere utile ricordare quanto scriveva l’Economist del 21 dicembre scorso, dopo un 2013 anno ‘per eccellenza’ delle azioni, il 2014 potrebbe riservarci sorprese, dato che il rapporto prezzi/utili, aggiustato per il ciclo, sviluppato dal premio Nobel Robert Shiller, è di circa 25. E storicamente comprare azioni con un p/e pari o superiore a tale livello non ha dato grandi soddisfazioni nel decennio successivo e per chi avesse dubbi sull’economici – tà o meno del mercato Usa, RISPARMIO, I CONTI IN TASCA L’autore della rubrica La pagina settimanale del lunedì  può essere utile visionare il grafico allegato ed elaborato d a dshor t .com in cui sono r i p o r t a t i ben quattro classici indicatori di val ut a zi on e del mercato e come si ved e i p r e zzi/ utile son ben lontani dalla media s tor i ca ed ormai al liv e l l o pre-crisi e sotto solo ai top del 2000 e del 1929, nonché deve essere importante ricordare l’alchimia finanziaria portata avanti dalle aziende americane e ben esplicata in un recente report di Pimco, da cui è tratto l’altro grafico ed inerente la forsennata ricerca di conseguire una crescita degli utili misurata su una base per azione, ormai costruita più tramite i programmi di buy-back che non per mezzo di un vero trend degli utili (ormai piatto da 12 mesi).

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Il gregge a rischio bolla Se per la maggior parte dei gestori non appaiono ancora eccessive le attuale valutazioni dei mercati (quando mai ?), appare invece sempre più evidente il cambio di passo del ‘parco buoi’, in quanto la rotazione al di fuori del reddito fisso verso le azioni ha acquisito velocità durante il 2013 e siccome molti investitori privati hanno mancato il rally, trattenuti dai timori sulla governance in Europa, sullo shutdown negli Usa e sui possibili impatti del tapering vi è ora il concreto rischio di mandare in orbita i mercati a causa dei flussi di capitali orientati solo alla ricerca di performance, (specialmente dopo che avranno riscontrato ritorni negativi sul reddito fisso, in questi giorni di rendicontazione). Un fatto già evidente negli investitori americani retail, in quanto non solo ci sono segnali di eccessivo ottimismo ma anche di una allocazione del risparmio già oltre le medie storiche a favore di azioni ed a sfavore di liquidità,mentre solo l’allocazione in bonds appare in linea alla media storica e questo dopo il sell-off 2013, ma se continuasse il trend espresso nel grafico dei flussi dei fondi azionari ed obbligazionari, ciò potrebbero mandare ancor più in ipercomprato il mercato azionario e si avrebbe così uno scenario di bolla al quadrato in cui le valutazioni sarebbero spinte verso livelli decisamente ins o s t en ib i l i e quindi a ris ch i o d el l ’ in e v it abi l e cor rez i one che segue ad ogni bolla. Avvertenze finali Come molti sapranno, il termine bugiardino utilizzato per indicare il foglietto illustrativo che accompagna i farmaci, è una formazione semanticamente sulla base dell’aggettivo bugiardo con il suffisso del diminutivo -ino, per attenuare con una vena di ironia l’appellativo di bugiardo e questo perchè ‘le istruzioni per l’uso dei farmaci’ hanno la tendenza ad esaltare i pregi rispetto agli effetti indesiderati di un medicinale, un pò come i report economico- finanziari hanno la tendenza ad esaltare scenari più o meno sempre favorevoli all’investimento, rispetto ai rischi indesiderati. Ecco allora due importanti avvertenze, da mai dimenticare, quando ci si confronta con il proprio referente per gli investimenti: a) l’industria del risparmio, vende una merce che si chiama ‘ottimismo’, in quanto davanti a scenari negativi difficilmente un risparmiatore deciderebbe di sottoscrivere prodotti d’investimento e quindi bisogna ponderare con attenzione gli scenari e valutare meglio gli effetti indesiderabili delle strategie sug g eriteci; b) ricordarsi sempre le parole del noto economista degli anni ’30 Galbraith in merito alle previsioni in campo economico, ovvero che spesso hanno la sola funzione di rendere persino l’astrologia un pò più rispettabile, quindi meglio dedicare più tempo a valutare i rischi che derivano dall’intraprendere certe scelte d’investimento piuttosto che prevederne gli esiti futuri. Molto probabilmente il 2014 non sarà perciò la fotocopia del 2013 bensì ed a causa di comportamenti emotivi sbagliati e basati su classici errori di finanza comportamentale, quali ‘il senno del p oi ’, ‘l’effetto gregge’ e ‘l’a zzardo del giocatore d’az za rdo’, sarà un anno in cui il maggior rischio deriverà dalle cosiddette scelte stupide, fatte da persone intelligenti.

 

L’autore della rubrica – “Risparmio, i conti in tasca” pubblicata su www.lanuovaprimapagina.it , è a cura del nostro consulente RUBENS LIGABUE, professionista certificato EFA – European Financial Advisor, associato SIAT – Società Italiana Analisi Tecnica, iscritto all’Albo Unico Nazionale dei Promotori Finanziari. Per domande e chiarimenti potete scrivere a: info@rubensligabue.com

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