Quanto sono sicure le banche?

banca Chissà, forse la parola inglese «bail-in» diventerà il ritornello anche nei bar, così come è accaduto alla parola «spread».  Si tratta di questioni da addetti ai lavori che irrompono nella  vita dei risparmiatori, sino a quel momento ignari della loro esistenza, un po’ per ignoranza personale, e un po’ per furbizia di altri. Ne sanno qualcosa in questi giorni i sottoscrittori dei bond subordinati delle quattro banche, salvate per decreto domenica 19 novembre. Il governo, con una corsa contro il tempo, per evitare che il 1° gennaio 2016 entrasse il vigore la versione più severa della nuova normativa di vigilanza bancaria internazionale, ha annunciato che gli attivi di Banca Marche, Banca Etruria , CariFerrara e CariChieti fossero distribuiti tra quattro “banche buone” e un’unica “banca cattiva”. In quest’ultima saranno convogliate tutte le sofferenze in portafoglio ai quattro istituti, oltre appunto  ai bond subordinati, emessi dalle banche, mentre i bond senior, così come i depositi e i conti correnti di tutte le taglie, saranno trasferiti alle rispettive good bank. Che cosa abbia di buono una banca fallita, Dio solo lo sa, ma c’est la vie!. Dopo aver “fottuto” azionisti e obbligazionisti subordinati, dopo aver svenduto i crediti dubbi o inesigibili, la banca torna ovviamente in bonis, cioè good. Dal prossimo anno, nell’elenco dei “fottuti” rientreranno anche gli obbligazionisti senior e poi i conti correnti sopra i 100.000 euro. Le quattro banche in questione hanno richiesto aiuti alle altre banche per 4 miliardi di euro, mentre si sono bevute  700 milioni di obbligazioni convertibili. Oltre alle quattro in questione, procede il salvataggio anche di Tercass e vi sono un’altra decina di banche che non si sentono bene, senza contare le rurali, di cui due, Popolare Vicenza e Veneto Banca, nell’elenco di quelle sottoposte alla vigilanza BCE. Le quattro banche e Tercass hanno in comune alcune cose: sono Casse di Risparmio, con l’eccezione della Pop dell’Etruria, sono di piccole dimensioni,anche se non nelle perdite,hanno erogato credito con logiche relazionali e sono dominate dalla politica locale. Esempio: il padre di Renzi ha ricevuto denaro dall’Etruria, vice presieduta dal padre della Boschi, da un funzionario di nome Lotti, padre del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.  Cosa sicuramente legittima, ma che illustra i meccanismi che sovente governano le piccole banche locali. Fatta in fretta e furia questa operazione, per il 2016 gli obbligazionisti si troveranno ancor più scoperti, in caso di bail- in di una banca, visto che i soldi sono finiti, mentre gli azionisti lo sono già. Perciò ora occorre valutare con attenzione sia dove si depositano i soldi, sia il rischio obbligazionario. Dal prossimo anno, non tutte le banche saranno “good”. Allora al bar bisognerà parlare anche di rating, cds e patrimonio, come si parla di goal, fuorigioco e allenatori.

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