FOCUS: Obbligazioni High Yield al capolinea

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A tanti risparmiatori è sempre più suggerito di investire in obbligazioni ad alto rendimento o è caldamente consigliato di mantenerli anche dopo le importanti perfomance conseguite e questo sempre in nome dei tassi bassi espressi dalle attività più prudenti. E’ però utile soffermarsi

non solo sulle potenziali cedole che tali strumenti promettono ma anche sulle reali possibilità di rendimento ancora realizzabili. Il mercato come gli investitori, sembra non aver più logiche e corrette ponderazioni del rapporto rischio-rendimento. Tutto appare molto caro e come riporta il sito Intermaketandmore, il rendimento dei bond non “investment grade” americani, i cui emittenti hanno un tasso di fallimento storico intorno al 5%, è oggi pari al tasso di fallimento stesso, un fatto da non sottovalutare.

Spesso però si sente dire che il differenziale tra High Yield e Treasury USA presenta ancora margini di compressione e quindi di possibile apprezzamento dei prezzi di tali titoli ma ciò seppur tecnicamente vero, è grazie all’artificiale intervento della FED.

I vari QE schiacciano da tempo e verso il basso i rendimento dei Treasury e dunque l’asticella di riferimento è artificialmente “taroccata”. Un fattore che non ne ha però scoraggiato l’acquisto bensì ne è stato fino ad ora il reale propulsore ma, oltre a tale logica è forse arrivato il momento di riconsiderare maggiormente il fattore fallimento.

Se il tasso di rendimento pari al 5% è ormai prossimi al tasso implicito di default del 5%, si dovrebbe iniziare a valutare se il gioco ne valga ancora la pena, in quanto semplificando molto, se il rendimento non è più sufficiente a compensare sia la perdita in conto capitale, sia il rischio da sostenere in termini di volatilità o di perdita cedolare, allora è forse arrivato il momento di monetizzare gli eventuali guadagni ed attendere un salutare e deciso storno piuttosto che l’ulteriore investimento. Il risparmiatore in cerca di tassi elevati deve capire che quel potenziale 4-5% offerto dai comparti obbligazionari high yield USA e non solo, è da valutare con maggior attenzione in quanto il rapporto rischio/rendimento appare essere sempre meno ragionevole.

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L’autore della rubrica – “Risparmio, i conti in tasca” pubblicata su www.lanuovaprimapagina.it , è a cura del nostro consulente RUBENS LIGABUE, professionista certificato EFA – European Financial Advisor, associato SIAT – Società Italiana Analisi Tecnica, iscritto all’Albo Unico Nazionale dei Promotori Finanziari.

Per domande e chiarimenti potete scrivere a: rubens.ligabue@gmail.com” style=”margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline: none; background-color: transparent; text-decoration: none; transition: color 0.2s ease-out; -webkit-transition: color 0.2s ease-out; color: rgb(165, 12, 15);”>rubens.ligabue@gmail.com

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