Non esistono miracoli per la tragedia greca

Elargire somme sempre più grandi ad un’economia corrotta e che non è mai stata seriamente gestita, non la renderà sovibile. Lo dice Jeff Randall, considerato uno dei più taglienti commentatori della finanza inglese, scrive il TelegraphPoco prima che il cielo gli crollasse addosso Kweku Adoboli, il trader dell’UBS i cui errori di calcolo sono costati 2,3 miliardi, postò un messaggio su facebook: ”mi serve un miracolo.” Qualcosa di simile sta accadendo a Papandreou, che continua a dichiarare, che la Grecia non fallirà, anche se non sappiamo se ci crede, di certo non ci credono i greci, che rifiutano l’amara medicina, prescritta da Fmi e Bce. Per questo la Grecia sta per saltare.La bancarotta ha molte ragioni: bilanci falsi, mancanza di controllo, evasione fuori controllo, furbizie politiche e l’illusione che l’euro sia una gabbia, fuori dalla quale si potrebbe continuare a gozzovigliare come prima. Così quando la Grecia non riconoscerà più i suoi 370 miliardi di euro di debito, le fondamenta della moneta unica tremeranno e molti verranno colpiti, si rivelerà illusoria l’idea di poter gestire la situazione, l’effetto del terremoto si conoscerà solo dopo.Al problema finanziario si abbinerà il discredito dei leader europei e la soddisfazione degli americani, che sognano di avere il dollaro come unica moneta mondiale per poter continuare a far pagare al mondo i loro debiti.I burocrati di Bruxelles continua a credere di poter andare contro la legge di gravità dell’economia e sfidarne le logiche. Questa illusione del primato della politica continua, perché un’ammissione di impotenza non solo minerebbe la credibilità di coloro che stanno al potere, ma esporrebbe l’euro a sollecitazioni fatali: l’unione monetaria senza unità fiscale è un matrimonio che sposa i prudenti con gli scialacquatori di risorse pubbliche senza controllo.Quelli che votarono a favore dell’euro, ai quali fu detto che sarebbe stato la via verso la prosperità, ora sono scioccati nel vedere che il gioco si è rotto; l’ agonia innescata dai tagli sta dando grossi problemi alla gente comune e non volendo contraddire l’elettorato, i politici pusillanimi drogano il sistema finanziario, ma poi il paziente chiederà una dose sempre maggiore. Alla fine gli ‘spacciatori’ si sveglieranno in un incubo: la siringa è vuota.Il primo tentativo per riscattare la Grecia era costato 100 miliardi di euro. Poco dopo una seconda operazione si rese necessaria. Ora veniamo a sapere che il contributo da 440 miliardi dovrà essere moltiplicato per 5 volte se vogliamo sortire qualche effetto sulla speculazione che si è ingoiata la Grecia e che ora ha messo gli occhi sull’Italia.La lezione della Grecia dimostra che concedere somme sempre più grosse ad un’economia corrotta e priva di gestione, non rende solvibile una nazione e non avvicina la salvezza. Per risanare i debiti esiste una sola opzione, spendere meno di quello che si guadagna e utilizzare l’eccedenza per onorare le obbligazioni, a meno di credere nei miracoli.

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