No crescita, no party!!

La relazione trimestrale di Settembre 2011 della Bank for International Settlements evidenzia che, le recenti turbolenze nei mercati finanziari, sono legate alle minori aspettative di crescita.Gli andamenti dei mercati finanziari nel periodo esaminato dalla banca riflettono, in larga misura, le considerevoli revisioni al ribasso dei profili di crescita economica. I prezzi delle attività rischiose sono diminuiti bruscamente in luglio e agosto, quando i dati macroeconomici negativi hanno gettato un’ombra sul vigore della ripresa in varie importanti economie. I timori degli operatori riguardo alla crescita sono stati amplificati dalla percezione, che le politiche monetarie e di bilancio disponessero di un margine limitato per stimolare l’economia mondiale.In Europa le preoccupazioni per il debito pubblico, inizialmente confinate a Grecia, Irlanda e Portogallo, si sono estese a Italia e Spagna. Oltre a comportare un inasprimento delle condizioni di finanziamento delle banche europee, ciò ha influito persino sulla formazione dei prezzi nei principali mercati del debito sovrano dell’area dell’euro.Tutti questi sviluppi hanno alimentato i flussi verso le attività rifugio, sospingendone il valore verso l’alto. I rendimenti sui titoli di Stato decennali di Stati Uniti e Germania sono scesi ai minimi storici, mentre i prezzi dell’oro e il franco svizzero hanno segnato un’impennata, tanto da indurre la Banca nazionale svizzera a fissare un cambio minimo fra il franco e l’euro.Le attività transfrontaliere aggregate delle banche dichiaranti alla BSI sono aumentate nel primo trimestre 2011, principalmente per effetto del maggiore credito ai residenti statunitensi.L’incremento delle attività transfrontaliere nei confronti dei prenditori delle economie emergenti è stato il più elevato dallo scoppio della crisi finanziaria globale. Tale espansione, pari a 178 miliardi di dollari (6,3%), è riconducibile soprattutto a un aumento delle attività interbancarie, in rialzo di 147 miliardi di dollari (10%). Le attività transfrontaliere nei confronti dell’Asia-Pacifico hanno segnato un aumento senza precedenti di 126 miliardi di dollari (12%), dovuto in gran parte all’impennata degli impieghi verso la Cina (80 miliardi di dollari o 24%). I crediti transfrontalieri a favore dei residenti di altre regioni emergenti sono anch’essi cresciuti.Le tensioni politiche in Nord Africa e Medio Oriente hanno provocato un deflusso di fondi da vari paesi della regione. Le banche con operatività internazionale hanno segnalato il maggiore incremento trimestrale delle passività nei confronti dell’Egitto (6,4 miliardi di dollari o 26%) e un considerevole aumento di quelle verso la Libia (2,2 miliardi di dollari o 3,7%).La globalizzazione ha modificato in due modi la relazione fra la bilancia commerciale e il tasso di cambio reale. Da un lato, la crescita del commercio interno ai vari settori accresce la sensibilità della bilancia commerciale ai movimenti del tasso di cambio reale. Dall’altro lato, l’aumento del grado di specializzazione verticale e dell’internazionalizzazione delle catene di approvvigionamento agisce in senso opposto.I finanziamenti in dollari USA al di fuori degli Stati Uniti stanno crescendo a ritmi elevati, specie in Asia, superando in alcune economie l’espansione del credito complessivo. Le fonti di finanziamento transfrontaliere meritano attenzione in ragione del fatto che, negli episodi di boom del credito, tendono a sopravanzare la crescita complessiva del credito. I finanziamenti in valuta estera e quelli erogati dall’estero sollevano alcune questioni di policy.La crisi finanziaria e la recessione economica, nonché le risposte di parte ufficiale che ne sono conseguite, hanno sollevato timori riguardo al rischio sovrano in varie economie avanzate. Ciò ha reso la provvista delle banche più onerosa e meno stabile, e ha fatto sì che le decisioni sulla scadenza del debito pubblico abbiano assunto rilevanza per le dinamiche delle tensioni finanziarie sistemiche. Il ritorno a una situazione sostenibile dei conti pubblici nel medio termine è fondamentale per il superamento delle attuali difficoltà. Parimenti importanti sono il miglioramento della raccolta e della gestione dei rischi dell’attivo da parte delle banche, l’allungamento delle scadenze del debito pubblico e una solida regolamentazione bancaria.

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