Morgan Stanley titoli europei da vendere

360_morgan_stanley_0918 La partenza del Qe ha migliorato il sentiment degli investitori, con l’arrivo di importanti flussi di investimento. Dopo i rialzi realizzati negli ultimi mesi, alcune società europee sono però arrivate su alti livelli di valutazione. Ecco i titoli che, secondo gli analisti di Morgan Stanley, meritano il rating sell in quanto sopravvalutati o destinati a deludere le aspettattive.

1) Anglo American. Il gruppo minerario globale merita un target price di 950 pence, del 9% inferiore alle quotazioni attuali, perché lo scenario atteso dei prezzi delle materie prime non giustifica valutazioni più elevate. Il titolo, che capitalizza 20 miliardi di sterline contro un valore d’impresa (capitalizzazione pi tratta 8,8 volte l’utile 2015 e 7,8 quello 2016. Il ratio p/b (prezzo/valore di libro) è intorno a 0,7. In miglioramento la redditività, con il roe (ritorno sul captale) stimato 8,4% quest’anno e 9,1% nel prossimo. In crescita anche il rendimento della cedola dal 5,4% dell’esercizio 2015 al 5,7% del 2016. Negli ultimi 12 mesi il total return (performance+dividend yield) è negativo (-21%)

2) Bankinter. Alla banca spagnola è stato assegnato il prezzo obiettivo di 6,25 euro (-9%). Nonostante la qualità superiore degli asset e la visibilità degli utili, vedrà ridursi il vantaggio competitivo rispetto agli altri istituti perché difficilmente potrà replicare la recente performance nella crescita dei corporate loan (+8%), che nel 2014-17 sarà invece prossima al 4-5% annuo. Il titolo, che capitalizza 6 miliardi di euro, viene scambiato sul listino di Madrid intorno a 1,5 volte il valore di libro. Il roe sale dal 9,9% del 2015 al 10,5% del 2016. La cedola (0,21 euro nell’esercizio 2015 e 0,23 nel 2016) implica un dividend yield superiore al 3%. Negli ultimi 12 mesi ha reso  il 15%.

3) Dixons. Il target price della catena retail inglese di elettrodomestici e tlc, che capitalizza 5 miliardi di sterline, è 340 pence (-21%) Sebbene l’utile per azione  sia previsto in decisa crescita, alle quotazioni attuali il titolo è sopravvalutato, perché dopo l’andamento del settore molto favorevole nel primo semestre nel secondo la situazione sarà più difficile. Il p/e è 18,2 nel 2015 e 15,6 nel 2016. La redditività è in calo, con il roe che passa dal 17,7% di quest’anno al 13,3% nel prossimo. Basso il rendimento della cedola (2%). Negli ultimi 12 mesi ha registrato sul listino di Londra un total return del 36%.

4) Hexagon. Al provider globale di tecnologie per il design, le misurazioni e le visualizzazioni è stato assegnato il target price di 215 corone svedesi, che implica un potenziale di ribasso del 29%. Nonostante i buoni risultati del quarto trimestre, gli analisti hanno confermato il giudizio negativo perché lo scenario è più difficile, soprattutto nel settore petrolifero. Il titolo, che capitalizza 11,5 miliardi di euro (contro un valore d’impresa di 13 miliardi), tratta 22,6 volte l’utile 2015 e 20,4 quello del 2016. Il ratio p/b è 2,7 nel 2016, mentre il rendimento della cedola è trascurabile (1,3% nel 2015). Il total return a 12 mesi sul listino di Stoccolma è 37%.

5) Mediobanca Merita un prezzo del 17% inferiore alle quotazioni attuali in vista di un target di 7,2 euro. Il titoloche capitalizza 7,7 miliardi di euro (in linea con il valore d’impresa), tratta 0,9 volte il valore di libro. In miglioramento la redditività, con il roe che sale dal 5,4 del 2015 al 6,5% del 2016. A fronte di una cedola stimata in aumento da 0,20 a 0,25 euro, il dividend yield passa dal 2,3 al 2,9%. Negli ultimi 12 mesi a Piazza Affari ha reso (total return) il 14%. Nel settore bancario l’azione preferita  dagli specialisti di Morgan Stanley è Intesa Sanpaolo.

6) Norsk Hydro. Con i risultati del 2014 il management del gruppo norvegese ha annunciato piani per incrementare i ritorni agli azionisti (il payout è salito al 40%) , ma il focus presto ritornerà sui driver del prezzo dell’alluminio e del tasso di cambio corona/dollaro. Da questo punto di vista l’azione è correttamente valutata 41 corone (-2%) dopo il total return del 51% realizzato negli ultimi 12 mesi. Il titolo, che capitalizza 85 miliardi di corone, tratta 9,3 volte l’utile 2015 e 12,6 quello del 2016, mentre il dividend yield sale dal 2,4 al 4,5% (cedola in aumento da 1 a 1,79 corone). In calo invece la redditività del capitale da 11,8 a 8,2%

 

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