Mercati valutari

Dumas In attesa del FOMC del 18 dicembre, l’attenzione degli operatori è stata rivolta alla pubblicazione dei dati sul mercato del lavoro statunitense di venerdì, risultati ampiamente migliori delle attese. Il tasso di disoccupazione è calato ai minimi da 5 anni al 7%, mentre il numero dei nuovi occupati è salito a 203.000 unità. Le aspettative di “tapering” già nel mese di dicembre, secondo quanto riportato da Bloomberg, sono passate dal 17% al 34%.

Nonostante i dati macro Usa in miglioramento, l’euro si è apprezzato contro dollaro, portandosi ai massimi da fine ottobre. La forza dell’euro, nonostante le ultime dichiarazioni degli esponenti della Bce e la produzione industriale tedesca in contrazione nel mese di ottobre, è probabilmente da imputare alla percezione da parte dei mercati che Draghi sia stato meno accomodante nell’ultimo meeting ed al fatto che in tale circostanza non sia stato fatto accenno alla forza del cambio.

Al contrario, la debolezza del dollaro a seguito della pubblicazione dei non farm payrolls potrebbe derivare dal fatto che il mercato sta già ampiamente prezzando le aspettative di “tapering”; è inoltre possibile che il dato non sia stato sufficiente a convincere gli operatori sulla possibilità di un “tapering” particolarmente “aggressivo” nei prossimi mesi, anche in considerazione della rilevazione sui consumi risultata peggiore delle attese (PCE yoy da 1.2% a 1.1%). Prosegue il calo dello yen, mentre la sterlina è in generalizzato apprezzamento verso le principali valute. Il governatore della BoE ha dichiarato che il recupero dell’economia britannica necessita di un sostegno per un ulteriore periodo di tempo prima di essere in grado di fronteggiare un aumento dei tassi.

Sotto pressione il dollaro canadese, a seguito del cambiamento di policy della BoC, preoccupata per il basso livello di crescita e inflazione. Sul fronte emergente si registra un apprezzamento della valuta messicana grazie ai progressi sulla riforma del settore energetico.

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