Mercati valutari

DumasLa Banca Centrale Europea ed i dati macroeconomici USA sono stati al centro dell’attenzione in una settimana ricca di appuntamenti importanti. La BCE ha tagliato di tassi d’interesse allo 0,25%, confermando il bias espansivo e fornendo un outlook decisamente meno ottimistico sull’inflazione. Negli Stati Uniti i dati su ISM Non Manifatturiero, PIL del 3Q e nonfarm payrolls hanno rafforzato le prospettive sull’andamento dell’economia USA e con esse hanno aumentato la probabilità di avvio del “tapering” della Fed tra il FOMC di dicembre e quello di gennaio.

L’allargamento del differenziale di rendimento e di politica monetaria tra Europa (in senso espansivo) e USA (in senso restrittivo) ha spinto EUR/US$ a testare quota 1,3350 prima di rimbalzare in area 1,34, ma guardando all’andamento del US$ più in generale il Dollar Index ha ormai recuperato quasi il 3% dai minimi di fine ottobre. I mercati valutari dovrebbero essere più preparati per un nuovo round di speculazione sull’inizio del “tapering”, poiché le valutazioni non sono più estreme ed il ciclo economico nei Paesi Emergenti si sta risvegliando (in particolare in Cina), tuttavia con i rendimenti dei Treasuries USA che hanno già ritracciato circa metà dello storno post-FOMC di settembre e la volatilità valutaria in aumento, le strategie di carry trade sono nuovamente sotto pressione.

L’indice di valute emergenti ELMI+ di JPMorgan ha già ritraccianto più del 40% del rally da fine agosto, con perdite particolarmente pesanti per le divise con carry più elevato e debolezze strutturali quali rand e TRY. Da segnalare che la Banca Centrale della Repubblica Ceca ha annunciato l’intenzione di portare il cambio EUR/CZK alla soglia di 27 con un piano di vendite illimitate di corone ceche sul mercato; con i tassi d’interesse già prossimi allo zero e l’inflazione scesa sotto la parte bassa del target allo 0,9%, la Banca Centrale ha deciso di combattere le pressioni deflazionistiche intervenendo attivamente per indebolire la corona.

 

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