Mercati, prospettive preoccupanti

Le prospettive economiche nella zona Euro sono oggi significativamente peggiorate, e la politica ha perso l’ opportunità di evitare una contrazione creditizia. Il sistema bancario in Europa è prossimo a sperimentare un serio shock, innescato dal collasso dei titoli sovrani. Nei prossimi mesi è prevedibile un downgrade del debito italiano da parte delle principali agenzie di rating, perché anche se il governo Monti riuscisse a ridurre la rissosità politica, potrebbe attuare, data la situazione, solo manovre recessive. Il possibile declassamento dell’Italia, combinato con la perdita di valore del suo debito sovrano, genererà inevitabilmente una riduzione dell’esposizione delle banche estere ai titoli governativi italiani; il che potrebbe ulteriormente inasprire la situazione del mercato dei Titoli di Stato.

Molte banche europee, fortemente illiquide ed incapaci di raccogliere fondi nel mercato dei capitali, sono già dipendenti dal supporto della Banca Centrale Europea. Ciò tuttavia non eviterà che esse continuino nel processo di riduzione della leva finanziaria, portando al razionamento del credito nell’economia reale. Di conseguenza, è probabile che nel corso del 2012 l’Eurozona sperimenterà una nuova fase di recessione, che potrebbe verosimilmente propagarsi al resto del Continente, Regno Unito incluso. La situazione dei mercati finanziari è preoccupante: le borse europee hanno registrato perdite con flessioni particolarmente accentuate nel settore bancario. Il rendimento dei titoli governativi italiani decennali ha superato la soglia del 7,4%, portando alla richiesta di un incremento dei margini da parte della clearing house LCH Clearnet. Ciò ha accusato una conseguente maggiore onerosità nella negoziazione di questi titoli. Dall’inizio del mese, il rendimento delle obbligazioni governative decennali italiane si è incrementato di circa 130 punti base, generando una perdita in conto capitale superiore al 9%. Nel 2012 l’Italia avrà bisogno di circa 275 miliardi di euro per ripagare il debito in scadenza, senza dimenticare che ancora non c’è il pareggio di bilancio e ciò genera nuovo debito.. Tale ammontare costituisce un gravoso 17% del debito totale in circolazione, il cui collocamento, data l’attuale congiuntura economica, rappresenta compito tutt’altro che semplice, visto che pure le banche devono battere cassa.

George Stern

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