Le crisi sono come i terremoti

Le crisi economiche sono come i terremoti, c’è l’evento centrale e tante scosse di assestamento che possono durare decenni. In economia l’evento centrale è la crisi di struttura. Il che accade quando il modello economico dominante e l’omologo modello sociale, vanno in crisi. E come si è sempre usciti dalle grandi crisi? Semplicemente con una guerra che coinvolgeva tutti i paesi economicamente dominanti. Quella del ’29 ha generato la seconda guerra mondiale. Vi pare inverosimile ? Andate a rivedere le condizioni di vita delle persone negli anni trenta. Le guerre arano la terra con la forza della distruzione e la ingrassano con il sangue dei morti. Chi resta vede grandi raccolti. La guerra paga in conquiste sociali la necessità di produzione. La guerra a volte fa fare dei balzi in avanti. Lo è stato per l’occidente e in parte anche per i paesi comunisti (tutto deve essere sempre riferito al punto di partenza). Ora c’è stato un altro terremoto. Bisogna rifondare il tutto. Alcune ipotesi penso siano condivisibili :

– la mancanza di armonizzazione dei sistemi è un punto di debolezza- la speculazione porta instabilità- le materie prime sono in quantità limitata e non possono essere sprecate.

Ne potrei citare altre, ma mi limito a commentare queste.

Abbiamo tentato con il WTO e abbiamo fatto solo pasticci, il risultato è che i più poveri hanno pagato il conto e per noi non è cambiato nulla, tutto è globale, mentre i centri decisionali restano locali. Gli speculatori ne inventano più che Edison (fece centinaia di brevetti), il risultato è che la massa di soldi investiti sui derivati delle materie prime è dieci volte il consumo mondiale annuo delle medesime. Si compra e si vende con i computer e quindi alla velocità della luce, ma si tassa su base annua. Mi racconta un amico che vive a Londra che ormai si guarda la terza cifra dopo la virgola per le quotazioni dei bond e poi basta muovere decine di milioni e si fanno risultati a quattro cifre al giorno e se va bene più volte al giorno.

L’ultimo punto. Mentre i politici occidentali si parlavano addosso ed i finanzieri speculavano, Cina ed India hanno comprato tutte le miniere che c’erano sul mercato, hanno fatto due conti e visto che le materie prime, che ci sono, non sostengono neppure le infrastrutture necessarie, figuriamoci un’auto per famiglia (noi in media ne abbiamo 1,7). Hanno deciso di comprare.

Voltata e girata la frittata resta sempre tale, al massimo si brucia.

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strong>Se vogliamo ancora consumare a questi livelli dobbiamo tornare ad essere 3,5 miliardi sulla terra. Dobbiamo cancellarne 2,5 o con la lotteria o con le bombe, oppure tornare a vivere molto più poveramente. Si potrebbe, in alternativa cambiare il sistema di utilizzazione delle materie prime, che vorrebbe dire cambiare il mondo. Purtroppo il tempo non stringe, ci sta stritolando.

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