Le banche fanno paura

Vignetta_pesci_004 Ora non vorremmo che un titolo simile gettasse nel panico i nostri lettorii, anche perché sarebbe più corretto dire che le banche fanno paura perché hanno paura. Vediamo di capirci qualcosa: le nostre banche hanno circa 200 miliardi di sofferenze, cioè crediti di dubbia esigibilità o per lo più inesigibili, inoltre hanno 150 miliardi di crediti incagliati, cioè in parte parzialmente esigibili o vere sofferenze tenute in magazzino, perché nel vagone delle sofferenze non c’è più posto. Se non saranno sgravate da questo fardello, le banche presteranno sempre meno, guadagneranno sempre meno e presteranno ancora meno. Per stare a galla dovranno alzare le commissioni, tagliare i costi, fondersi, chiudere sedi e licenziare persone, ma è un gioco che consente di durare, non di vincere. Ci vorrebbe una Bad Bank, ma il governo prima si è disinteressato, poi ha scoperto di non poterla fare, o meglio, quella che circola non piace ai mercati, che bastonano i titoli delle banche e rendono impossibili e non convenienti gli aumenti di capitale. Il secondo problema che hanno è che sono piene di titoli di Stato: Bot, Btp ecc.., circa 400 mld, che rendono sempre meno, ma pur in presenza degli acquisti della Bce, diventano rischiosi, perché il governo non taglia le spese e non riduce il debito, infatti lo spread che dovrebbe stare ad 80, sta a 126. Niente di grave si dirà, ma che accadrà se dovessimo avere una crisi finanziaria? Già ora le cose non brillano, tutti gli assets scendono e ciò non favorisce i consumi e conseguentemente la ripresa. Lo Stato fa paura alle banche e queste ai cittadini, ma i reggenti sono ottimisti, forse sperano che Draghi continui a stampare moneta, anche oltre il ’17. Può essere, ma siccome non stiamo facendo i compiti in condizioni di relativa calma, dubito potremo farli se si tornasse a ballare. Una cosa è certa: detenere debito statale e debito bancario vuol dire raddoppiare lo stesso rischio, perché il bail-in esiste anche per gli Stati, oltre che per le banche, come dimostra l’esperienza greca. Del resto senza banche, gli Stati non vivono, per cui paradossalmente sono più sicure degli Stati medesimi. Che fare? In primo luogo riflettere: il vulcano bolle, ma non è ancora all’eruttazione, in secondo luogo, non investire su azioni bancarie, a meno di non essere trader professionali, tenersi corti sui titoli di Stato, il vento potrebbe cambiare e aldilà delle chiacchiere le cose funzionano male come prima e non cambierà il corso della storia la riforma costituzionale, avremo un Senato delle Regioni, i peggiori enti di governo del Paese. Un solo consiglio, un po’ banale, seguire i propri investimenti, come si segue la ragazza o il ragazzo, di questi tempi è facile essere traditi, anche dal miglior amico.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.